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Attualità
16.03.2026 - 13:41
Foto di repertorio
Il Veneto ha tracciato il cammino verso l’obiettivo di 5,8 GW di energia rinnovabile installata entro il 2030, un traguardo ambizioso che mira a rafforzare la posizione della Regione nel panorama energetico nazionale. Il piano è stato presentato oggi a Venezia, durante un incontro con associazioni di categoria, ordini professionali e rappresentanti del sistema energetico e produttivo regionale. L’incontro ha avuto come focus principale l’individuazione delle aree idonee per l'installazione degli impianti rinnovabili e la definizione del Piano delle Zone di Accelerazione Terrestri (PIZAT).
L'assessore alle Politiche energetiche, Massimo Bitonci, ha sottolineato l’importanza della partecipazione di tutti i soggetti coinvolti per realizzare un piano condiviso che risponda alle esigenze del territorio. "Abbiamo bisogno di un lavoro di mappatura urbanistica dettagliato, che tenga conto delle specificità locali, e il Veneto è il primo a farlo in modo così puntuale," ha affermato Bitonci. L’assessore ha poi spiegato come il piano affronterà le diverse fonti rinnovabili, dal fotovoltaico all’idroelettrico, passando per la geotermia e le biomasse, con l’obiettivo di sburocratizzare i processi e semplificare la gestione delle aree industriali e agricole per l’agrivoltaico.
Attualmente, la Regione ha 1,66 GW di potenza installata, ma il passo successivo è ambizioso: arrivare a 5,8 GW entro il 2030, con un focus sul fotovoltaico, le biomasse e la geotermia. Un obiettivo che richiederà un notevole impegno, soprattutto alla luce delle dinamiche internazionali, come il recente aumento dei costi dei combustibili fossili. Bitonci ha anche ribadito l'importanza delle Comunità Energetiche, un settore che ha già mostrato un enorme potenziale di crescita.
L’assessore al Governo del territorio, Marco Zecchinato, ha poi evidenziato la novità del piano: l’individuazione delle “aree super idonee” che, una volta completata la Valutazione Ambientale Strategica (VAS), non necessiteranno più della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Questo approccio, ha spiegato Zecchinato, mira a rendere il processo di approvazione più rapido ed efficiente, rispondendo alle richieste di una gestione più consapevole e sostenibile del suolo.
"Non possiamo più permetterci di procedere lentamente," ha concluso Zecchinato. "I recenti aumenti dei costi dei combustibili fossili e la crescente domanda di energia legata all'Intelligenza Artificiale rendono indispensabile un’azione rapida e decisa. Puntiamo su aree già urbanizzate e zone di degrado per accelerare la transizione energetica, con l’obiettivo di raggiungere il target dei 5,8 GW in modo rapido e sostenibile".
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