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Calcio. Serie D

Tommaso Gattoni: “Bassano è la mia nuova sfida. Lavoro per tornare in Serie C”

Il centrocampista veneziano racconta il suo percorso tra sacrifici, emozioni e sogni futuri

Tommaso Gattoni: “Bassano è la mia nuova sfida. Lavoro per tornare in Serie C”

Tommaso Gattoni, foto @Bassano Calcio

A 32 anni Tommaso Gattoni ha ancora la stessa fame di quando inseguiva il sogno di diventare calciatore. Il centrocampista veneziano, arrivato a ottobre dopo l'esperienza al Caldiero, ha trovato nel Bassano un ambiente ideale per rimettersi in gioco e continuare a inseguire nuovi traguardi. Una carriera fatta di sacrifici, gavetta e grandi emozioni, con la Pro Sesto nel cuore e un obiettivo chiaro nel mirino: tornare in Serie C.

Gattoni, come sta andando la sua esperienza a Bassano? “Mi trovo molto bene. Ho firmato a ottobre, ero rimasto fermo dopo l'ultima stagione e ho preferito aspettare l'occasione giusta. L'ambiente mi è piaciuto subito: è sano, si lavora bene. Mister Zecchin è molto preparato e la squadra è giovane, con tanta voglia di crescere. Sono davvero contento della scelta”.

Un bilancio della stagione in corso? “Inizialmente l'obiettivo era quello di salvarsi. Poi abbiamo trovato addirittura 14 risultati utili consecutivi. In seguito c'è stato qualche passo falso, ma ce la siamo sempre giocata con tutti. Questo dimostra che il gruppo ha qualità e carattere”.

Com'è nato l'amore per il pallone? “La mia era una famiglia più legata al basket, ma io sono stato folgorato dal calcio e dalla passione per il Milan, quando dominava in Europa e nel mondo. È stato amore a prima vista. Diventare un professionista era il mio sogno e essere arrivato fin qui è motivo di grande orgoglio”.

Tanta gavetta, poi la Serie. La Pro Sesto ha rappresentato un passaggio chiave. “La porto davvero nel cuore. Con quella piazza si è creato un rapporto speciale. Ho dato tutto anche a livello emotivo. Sono stati quattro anni bellissimi. Mi è dispiaciuto chiudere con la retrocessione, ma abbiamo fatto un percorso importante”.

Tra le stagioni più memorabili c'è quella con l'attuale allenatore del Padova, Matteo Andreoletti. “È un tecnico fortissimo. In quell'annata abbiamo fatto un percorso incredibile. È maniacale nella preparazione e mi ha fatto capire quanto possa fare la differenza un allenatore. Ci siamo tolti tante soddisfazioni, abbiamo chiuso come campioni d'inverno, poi la vittoria ai play-off al Menti contro il Vicenza. Sapevamo sempre cosa fare in campo. Sono contento per i risultati che sta avendo, merita tutto quello che sta ottenendo”.

Le ultime annate sono state sfortunate per lei. “Purtroppo sì, vengo da due retrocessioni. È un peccato, ma sono convinto che posso dire ancora la mia in Serie C. Il mio obiettivo è tornarci il prima possibile con il Bassano”.

La faccio sorridere. Mi racconta il suo primo gol tra i professionisti? “Certo. Arrivò a Piacenza, allo stadio Garilli. Vincemmo quella partita e fu un'emozione fortissima. Lo cercavo da tanto e segnare con la vittoria ottenuta lo rese ancora più speciale. Mi ricordo ancora le parole che mi disse quel giorno il mio allenatore dell'epoca, Simone Banchieri”.

Guardando al futuro, cosa vede per sé? “Voglio giocare il più possibile finché sto bene. Voglio dare tutto, divertirmi e vivere il calcio al massimo. Dopo la carriera restare in questo mondo può essere una possibilità”.

Magari da allenatore? “Perché no. Mister Andreoletti mi ha fatto aprire gli occhi su tante cose e allenare mi affascina. Intanto sto facendo un master in psicologia dello sport e sono laureato in Scienze Motorie. Vedremo cosa riserverà il futuro”.

Il sogno di oggi?Vincere il campionato con il Bassano. È una piazza che lo merita davvero. Il progetto è serio, si cresce passo dopo passo e credo che qui si possa fare qualcosa di importante”.

Un sogno che Gattoni vuole trasformare in realtà, con la stessa fame che lo ha accompagnato lungo tutta la sua carriera.

Stefano Parpajola

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