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Borgo Trento, oltre 55 mila accessi al Pronto soccorso: la vera emergenza è l’Italia che invecchia

Dalla gestione delle maxi-emergenze alle urgenze quotidiane, il presidio veronese si conferma un punto di riferimento strategico per il territorio e per i grandi flussi turistici della città.

Borgo Trento, oltre 55 mila accessi al Pronto soccorso: la vera emergenza è l’Italia che invecchia

Al centro il dottor Ciro Paolillo, direttore del Pronto Soccorso e Trauma Center di Borgo Trento e la Caposala Elena Rizzi

Con più di 55 mila accessi registrati nel 2025, il Pronto soccorso e Trauma center di Borgo Trento si conferma una struttura centrale per l’emergenza-urgenza nel Veronese. Un’attività intensa che prosegue nel 2026, iniziato sotto i riflettori internazionali come ospedale coinvolto nel sistema dei Giochi di Milano-Cortina.

Proprio in occasione delle cerimonie olimpiche e paralimpiche, la struttura ha testato e rafforzato ulteriormente i protocolli per la gestione delle maxi-emergenze. Il bilancio è positivo: nessuna criticità e una macchina organizzativa che ha dimostrato solidità ed efficienza. Per garantire la sicurezza durante gli eventi, il personale è stato temporaneamente potenziato con medici, infermieri e operatori socio-sanitari aggiuntivi.

“La formazione continua è uno dei nostri pilastri”, spiega il direttore Ciro Paolillo, sottolineando come siano già in programma nuovi corsi per il 2026, con l’obiettivo di mantenere standard elevati e una risposta sempre più coordinata nelle situazioni critiche.

Ma al di là dei grandi eventi, è la quotidianità a delineare la vera sfida. Dei 55 mila accessi registrati nel 2025, il 16% ha richiesto il ricovero. La maggior parte dei casi riguarda codici a bassa priorità, ma non manca una quota significativa di situazioni complesse.

Il dato più rilevante riguarda però i pazienti anziani: oltre 15 mila accessi, più di un quarto del totale. Tra questi, 8.800 persone tra i 75 e gli 84 anni, circa 6 mila ultraottantacinquenni e ben 51 centenari. Numeri che raccontano una popolazione sempre più longeva ma anche più fragile, con bisogni assistenziali complessi e tempi di gestione più lunghi.

Le patologie multiple e la presentazione spesso atipica dei sintomi richiedono infatti percorsi diagnostici più articolati e periodi di osservazione prolungati, incidendo sull’organizzazione complessiva del servizio.

Prepararsi alle maxi-emergenze è fondamentale – conclude Paolillo – ma lo è altrettanto saper affrontare ogni giorno le emergenze silenziose legate alla fragilità degli anziani”. In questa direzione, il Pronto soccorso sta rafforzando la collaborazione con i servizi territoriali e le Geriatrie, puntando su percorsi dedicati e su una presa in carico precoce e coordinata dei pazienti più vulnerabili.

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