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A Verona l’arte entra in Radioterapia: donata “Capsule spaziali” di Rosabianca Cinquetti all'ospedale di Borgo Trento

Alla Radioterapia di Borgo Trento è ora esposta una grande tela della pittrice Rosabianca Cinquetti, sorella di Gigliola. Ad un anno dalla scomparsa, la famiglia dona l’opera all'ospedale.

A Verona l’arte entra in Radioterapia: donata “Capsule spaziali” di Rosabianca Cinquetti all'ospedale di Borgo Trento

Al centro l'opera "Capsule Spaziali". Da sinistra gli amici, poi i nipoti di Cinquetti, la figlia Valentina, Nalini, Angiari, la figlia Benedetta e poi in camice bianco il team della Radioterapia

A quasi un anno dalla scomparsa della pittrice veronese Rosabianca Cinquetti, la famiglia ha scelto di trasformare il ricordo in un gesto concreto di bellezza e speranza. La grande tela “Capsule spaziali” è stata donata e collocata nella Uoc di Radioterapia dell’ospedale di Borgo Trento, a Verona, reparto che ogni giorno accompagna i pazienti in percorsi delicati di cura.

L’opera, simbolo di luce e vicinanza, è stata scoperta dal marito, avv. Maurizio Angiari, dalle figlie e dal personale sanitario, insieme a parenti e amici dell’artista. Un momento intenso, condiviso con medici, operatori e rappresentanti delle istituzioni, che hanno voluto testimoniare come l’ospedale possa essere non solo luogo di sofferenza, ma anche spazio di attenzione, umanità e speranza.

Contestualmente è stata inaugurata al Polo Confortini la mostra monografica “Ombre”, organizzata dall’associazione GIADA Aps e aperta al pubblico fino al 6 marzo. L’esposizione raccoglie alcune delle opere più recenti di Cinquetti, presentate dalla storica dell’arte Carmela Perucchetti: dipinti di grandi dimensioni, improntati a un realismo intenso, capaci di trasformare oggetti quotidiani in narrazioni profonde e personali.

Nata a Verona nel 1946, Rosabianca Cinquetti – per tutti “Robi” – si era diplomata al Liceo Artistico e aveva frequentato i corsi liberi dell’Accademia Cignaroli, dove aveva affinato la tecnica dell’iperrealismo. Attraverso questa cifra stilistica ha raccontato sé stessa, il proprio percorso di vita e le sue riflessioni più intime. Rosabianca era inoltre sorella di Gigliola Cinquetti, la celebre cantante simbolo del bel canto italiano, con la quale condivideva radici familiari e una forte sensibilità artistica, seppure espressa in linguaggi diversi.

Durante la cerimonia, il presidente della Consulta dei primari ospedalieri, Vincenzo Di Francesco, ha sottolineato come i medici condividano con i pazienti il peso delle difficoltà, ma anche la forza della speranza. L’avv. Angiari ha ricordato con emozione che celebrare un’artista significa custodirne il pensiero. Annamaria Nalini, presidente di GIADA, ha ribadito il valore del bello come strumento di benessere, ringraziando “Roby” per aver lasciato un segno concreto nel luogo in cui è stata curata e amata.

Con “Capsule spaziali”, l’arte diventa così presenza viva tra i corridoi della Radioterapia: un invito a guardare oltre, verso la luce.

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