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Società
23.02.2026 - 11:43
Da cosa è definita la qualità della vita di un bambino sano? Stretto appoggio e impegno familiare, agio economico, accesso all’educazione, ma non solo: la comunità è la culla della crescita personale ed emotiva di ogni futuro adulto.
L’antica tradizione africana ci insegnava l’importanza della condivisione già numerosi secoli fa con il noto proverbio “Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”, e non è un caso se la Fondazione Cariverona, interessata al benessere dei più piccoli e dei giovani, abbia deciso di finanziare un’iniziativa che prende il nome dal secolare detto africano.
“Ci vuole un Villaggio” nasce con nobili intenzioni e coinvolge il Comune di Vicenza, assieme a La Piccionaia scs, all’associazione Sintesi APS, all’Istituto comprensivo 10, alla Biblioteca Bertoliana, all’Ipab per minori di Vicenza, e ad altre realtà del territorio.
Un progetto che dietro la semplicità della sua iniziativa non nasconde ambizioni che promettono di durare nel tempo con l’obiettivo di garantire un’alleanza educativa stabile tra scuola, territorio e comunità.
Ma di cosa si occupa precisamente “Ci vuole un Villaggio”? Cosa desidera raggiungere nei prossimi anni?
Un programma che pone al centro la valorizzazione degli spazi civici creando un rapporto di solidità cittadina che unisce il contesto urbano di Villaggio del Sole con la variegata comunità abitante.
“Ci vuole un Villaggio” è stato presentato alla scuola primaria “Cristoforo Colombo” nel mese di febbraio con lo scopo di radunare l’istituzione, famiglie e attori locali in un percorso educativo condiviso.
Ricordate il film “Pensieri Pericolosi” del 1995 con Michelle Pfeiffer? Un’ex marine che trasforma le aule della scuola in un laboratorio sociale dove ogni studente è orgoglioso di far parte di una piccola comunità?
Villaggio del Sole non è la zona est di Los Angeles, né tantomeno una strizzata d’occhio al cinema hollywoodiano, ma gli ideali del fittizio liceo californiano e del progetto “Ci vuole un Villaggio” condividono la stessa sensibilità nei confronti del welfare comunitario.
Un luogo di scoperta e attenzione ai dettagli: la scelta della scuola primaria “Cristoforo Colombo” non è infatti casuale. L’edificio dispone di una struttura con una conformazione unica, possiede inoltre ampi spazi che si integrano alla perfezione con l’adiacente campo sportivo parrocchiale e con la biblioteca decentrata recentemente rinnovata.
Un connubio di partecipazione spontanea e connessione mirata. Una scelta tradotta nel raggruppamento di giovani tra i 18 e i 35 anni attraverso una Open call volta a una selezione finalizzata alla ricerca di capitale umano pronto a fornire competenze relazionali e attitudini educative.
Ciò che maggiormente stimola “Ci vuole un Villaggio” a stabilire un precedente affidabile è la speranza di aiutare le nuove generazioni a sviluppare capacità non cognitive attualmente sottovalutate nella società odierna: l’empatia, la motivazione, l’autocontrollo e la collaborazione.
Il programma è stato avviato a fine 2025 e promette di durare 24 mesi con la celebrazione dei suoi sforzi a novembre 2027 con un momento di festa finale.
È inevitabile sostenere che “Ci Vuole un Villaggio” abbia introdotto un nuovo modello da seguire basato sugli strumenti dei Patti educativi di comunità, segnando un prima e un dopo del suo intervento nel territorio veneto.
Da cosa è definita la qualità della vita di un bambino sano? Stretto appoggio e impegno familiare, agio economico, accesso all’educazione, ma non solo: la comunità è la culla della crescita personale ed emotiva di ogni futuro adulto.
L’antica tradizione africana ci insegnava l’importanza della condivisione già numerosi secoli fa con il noto proverbio “Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”, e non è un caso se la Fondazione Cariverona, interessata al benessere dei più piccoli e dei giovani, abbia deciso di finanziare un’iniziativa che prende il nome dal secolare detto africano.
“Ci vuole un Villaggio” nasce con nobili intenzioni e coinvolge il Comune di Vicenza, assieme a La Piccionaia scs, all’associazione Sintesi APS, all’Istituto comprensivo 10, alla Biblioteca Bertoliana, all’Ipab per minori di Vicenza, e ad altre realtà del territorio.
Un progetto che dietro la semplicità della sua iniziativa non nasconde ambizioni che promettono di durare nel tempo con l’obiettivo di garantire un’alleanza educativa stabile tra scuola, territorio e comunità.
Ma di cosa si occupa precisamente “Ci vuole un Villaggio”? Cosa desidera raggiungere nei prossimi anni?
Un programma che pone al centro la valorizzazione degli spazi civici creando un rapporto di solidità cittadina che unisce il contesto urbano di Villaggio del Sole con la variegata comunità abitante.
“Ci vuole un Villaggio” è stato presentato alla scuola primaria “Cristoforo Colombo” nel mese di febbraio con lo scopo di radunare l’istituzione, famiglie e attori locali in un percorso educativo condiviso.
Ricordate il film “Pensieri Pericolosi” del 1995 con Michelle Pfeiffer? Un’ex marine che trasforma le aule della scuola in un laboratorio sociale dove ogni studente è orgoglioso di far parte di una piccola comunità?
Villaggio del Sole non è la zona est di Los Angeles, né tantomeno una strizzata d’occhio al cinema hollywoodiano, ma gli ideali del fittizio liceo californiano e del progetto “Ci vuole un Villaggio” condividono la stessa sensibilità nei confronti del welfare comunitario.
Un luogo di scoperta e attenzione ai dettagli: la scelta della scuola primaria “Cristoforo Colombo” non è infatti casuale. L’edificio dispone di una struttura con una conformazione unica, possiede inoltre ampi spazi che si integrano alla perfezione con l’adiacente campo sportivo parrocchiale e con la biblioteca decentrata recentemente rinnovata.
Un connubio di partecipazione spontanea e connessione mirata. Una scelta tradotta nel raggruppamento di giovani tra i 18 e i 35 anni attraverso una Open call volta a una selezione finalizzata alla ricerca di capitale umano pronto a fornire competenze relazionali e attitudini educative.
Ciò che maggiormente stimola “Ci vuole un Villaggio” a stabilire un precedente affidabile è la speranza di aiutare le nuove generazioni a sviluppare capacità non cognitive attualmente sottovalutate nella società odierna: l’empatia, la motivazione, l’autocontrollo e la collaborazione.
Il programma è stato avviato a fine 2025 e promette di durare 24 mesi con la celebrazione dei suoi sforzi a novembre 2027 con un momento di festa finale.
È inevitabile sostenere che “Ci Vuole un Villaggio” abbia introdotto un nuovo modello da seguire basato sugli strumenti dei Patti educativi di comunità, segnando un prima e un dopo del suo intervento nel territorio veneto.
Da cosa è definita la qualità della vita di un bambino sano? Stretto appoggio e impegno familiare, agio economico, accesso all’educazione, ma non solo: la comunità è la culla della crescita personale ed emotiva di ogni futuro adulto.
L’antica tradizione africana ci insegnava l’importanza della condivisione già numerosi secoli fa con il noto proverbio “Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”, e non è un caso se la Fondazione Cariverona, interessata al benessere dei più piccoli e dei giovani, abbia deciso di finanziare un’iniziativa che prende il nome dal secolare detto africano.
“Ci vuole un Villaggio” nasce con nobili intenzioni e coinvolge il Comune di Vicenza, assieme a La Piccionaia scs, all’associazione Sintesi APS, all’Istituto comprensivo 10, alla Biblioteca Bertoliana, all’Ipab per minori di Vicenza, e ad altre realtà del territorio.
Un progetto che dietro la semplicità della sua iniziativa non nasconde ambizioni che promettono di durare nel tempo con l’obiettivo di garantire un’alleanza educativa stabile tra scuola, territorio e comunità.
Ma di cosa si occupa precisamente “Ci vuole un Villaggio”? Cosa desidera raggiungere nei prossimi anni?
Un programma che pone al centro la valorizzazione degli spazi civici creando un rapporto di solidità cittadina che unisce il contesto urbano di Villaggio del Sole con la variegata comunità abitante.
“Ci vuole un Villaggio” è stato presentato alla scuola primaria “Cristoforo Colombo” nel mese di febbraio con lo scopo di radunare l’istituzione, famiglie e attori locali in un percorso educativo condiviso.
Ricordate il film “Pensieri Pericolosi” del 1995 con Michelle Pfeiffer? Un’ex marine che trasforma le aule della scuola in un laboratorio sociale dove ogni studente è orgoglioso di far parte di una piccola comunità?
Villaggio del Sole non è la zona est di Los Angeles, né tantomeno una strizzata d’occhio al cinema hollywoodiano, ma gli ideali del fittizio liceo californiano e del progetto “Ci vuole un Villaggio” condividono la stessa sensibilità nei confronti del welfare comunitario.
Un luogo di scoperta e attenzione ai dettagli: la scelta della scuola primaria “Cristoforo Colombo” non è infatti casuale. L’edificio dispone di una struttura con una conformazione unica, possiede inoltre ampi spazi che si integrano alla perfezione con l’adiacente campo sportivo parrocchiale e con la biblioteca decentrata recentemente rinnovata.
Un connubio di partecipazione spontanea e connessione mirata. Una scelta tradotta nel raggruppamento di giovani tra i 18 e i 35 anni attraverso una Open call volta a una selezione finalizzata alla ricerca di capitale umano pronto a fornire competenze relazionali e attitudini educative.
Ciò che maggiormente stimola “Ci vuole un Villaggio” a stabilire un precedente affidabile è la speranza di aiutare le nuove generazioni a sviluppare capacità non cognitive attualmente sottovalutate nella società odierna: l’empatia, la motivazione, l’autocontrollo e la collaborazione.
Il programma è stato avviato a fine 2025 e promette di durare 24 mesi con la celebrazione dei suoi sforzi a novembre 2027 con un momento di festa finale.
È inevitabile sostenere che “Ci Vuole un Villaggio” abbia introdotto un nuovo modello da seguire basato sugli strumenti dei Patti educativi di comunità, segnando un prima e un dopo del suo intervento nel territorio veneto.
Da cosa è definita la qualità della vita di un bambino sano? Stretto appoggio e impegno familiare, agio economico, accesso all’educazione, ma non solo: la comunità è la culla della crescita personale ed emotiva di ogni futuro adulto.
L’antica tradizione africana ci insegnava l’importanza della condivisione già numerosi secoli fa con il noto proverbio “Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”, e non è un caso se la Fondazione Cariverona, interessata al benessere dei più piccoli e dei giovani, abbia deciso di finanziare un’iniziativa che prende il nome dal secolare detto africano.
“Ci vuole un Villaggio” nasce con nobili intenzioni e coinvolge il Comune di Vicenza, assieme a La Piccionaia scs, all’associazione Sintesi APS, all’Istituto comprensivo 10, alla Biblioteca Bertoliana, all’Ipab per minori di Vicenza, e ad altre realtà del territorio.
Un progetto che dietro la semplicità della sua iniziativa non nasconde ambizioni che promettono di durare nel tempo con l’obiettivo di garantire un’alleanza educativa stabile tra scuola, territorio e comunità.
Ma di cosa si occupa precisamente “Ci vuole un Villaggio”? Cosa desidera raggiungere nei prossimi anni?
Un programma che pone al centro la valorizzazione degli spazi civici creando un rapporto di solidità cittadina che unisce il contesto urbano di Villaggio del Sole con la variegata comunità abitante.
“Ci vuole un Villaggio” è stato presentato alla scuola primaria “Cristoforo Colombo” nel mese di febbraio con lo scopo di radunare l’istituzione, famiglie e attori locali in un percorso educativo condiviso.
Ricordate il film “Pensieri Pericolosi” del 1995 con Michelle Pfeiffer? Un’ex marine che trasforma le aule della scuola in un laboratorio sociale dove ogni studente è orgoglioso di far parte di una piccola comunità?
Villaggio del Sole non è la zona est di Los Angeles, né tantomeno una strizzata d’occhio al cinema hollywoodiano, ma gli ideali del fittizio liceo californiano e del progetto “Ci vuole un Villaggio” condividono la stessa sensibilità nei confronti del welfare comunitario.
Un luogo di scoperta e attenzione ai dettagli: la scelta della scuola primaria “Cristoforo Colombo” non è infatti casuale. L’edificio dispone di una struttura con una conformazione unica, possiede inoltre ampi spazi che si integrano alla perfezione con l’adiacente campo sportivo parrocchiale e con la biblioteca decentrata recentemente rinnovata.
Un connubio di partecipazione spontanea e connessione mirata. Una scelta tradotta nel raggruppamento di giovani tra i 18 e i 35 anni attraverso una Open call volta a una selezione finalizzata alla ricerca di capitale umano pronto a fornire competenze relazionali e attitudini educative.
Ciò che maggiormente stimola “Ci vuole un Villaggio” a stabilire un precedente affidabile è la speranza di aiutare le nuove generazioni a sviluppare capacità non cognitive attualmente sottovalutate nella società odierna: l’empatia, la motivazione, l’autocontrollo e la collaborazione.
Il programma è stato avviato a fine 2025 e promette di durare 24 mesi con la celebrazione dei suoi sforzi a novembre 2027 con un momento di festa finale.
È inevitabile sostenere che “Ci Vuole un Villaggio” abbia introdotto un nuovo modello da seguire basato sugli strumenti dei Patti educativi di comunità, segnando un prima e un dopo del suo intervento nel territorio veneto.
Da cosa è definita la qualità della vita di un bambino sano? Stretto appoggio e impegno familiare, agio economico, accesso all’educazione, ma non solo: la comunità è la culla della crescita personale ed emotiva di ogni futuro adulto.
L’antica tradizione africana ci insegnava l’importanza della condivisione già numerosi secoli fa con il noto proverbio “Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”, e non è un caso se la Fondazione Cariverona, interessata al benessere dei più piccoli e dei giovani, abbia deciso di finanziare un’iniziativa che prende il nome dal secolare detto africano.
“Ci vuole un Villaggio” nasce con nobili intenzioni e coinvolge il Comune di Vicenza, assieme a La Piccionaia scs, all’associazione Sintesi APS, all’Istituto comprensivo 10, alla Biblioteca Bertoliana, all’Ipab per minori di Vicenza, e ad altre realtà del territorio.
Un progetto che dietro la semplicità della sua iniziativa non nasconde ambizioni che promettono di durare nel tempo con l’obiettivo di garantire un’alleanza educativa stabile tra scuola, territorio e comunità.
Ma di cosa si occupa precisamente “Ci vuole un Villaggio”? Cosa desidera raggiungere nei prossimi anni?
Un programma che pone al centro la valorizzazione degli spazi civici creando un rapporto di solidità cittadina che unisce il contesto urbano di Villaggio del Sole con la variegata comunità abitante.
“Ci vuole un Villaggio” è stato presentato alla scuola primaria “Cristoforo Colombo” nel mese di febbraio con lo scopo di radunare l’istituzione, famiglie e attori locali in un percorso educativo condiviso.
Ricordate il film “Pensieri Pericolosi” del 1995 con Michelle Pfeiffer? Un’ex marine che trasforma le aule della scuola in un laboratorio sociale dove ogni studente è orgoglioso di far parte di una piccola comunità?
Villaggio del Sole non è la zona est di Los Angeles, né tantomeno una strizzata d’occhio al cinema hollywoodiano, ma gli ideali del fittizio liceo californiano e del progetto “Ci vuole un Villaggio” condividono la stessa sensibilità nei confronti del welfare comunitario.
Un luogo di scoperta e attenzione ai dettagli: la scelta della scuola primaria “Cristoforo Colombo” non è infatti casuale. L’edificio dispone di una struttura con una conformazione unica, possiede inoltre ampi spazi che si integrano alla perfezione con l’adiacente campo sportivo parrocchiale e con la biblioteca decentrata recentemente rinnovata.
Un connubio di partecipazione spontanea e connessione mirata. Una scelta tradotta nel raggruppamento di giovani tra i 18 e i 35 anni attraverso una Open call volta a una selezione finalizzata alla ricerca di capitale umano pronto a fornire competenze relazionali e attitudini educative.
Ciò che maggiormente stimola “Ci vuole un Villaggio” a stabilire un precedente affidabile è la speranza di aiutare le nuove generazioni a sviluppare capacità non cognitive attualmente sottovalutate nella società odierna: l’empatia, la motivazione, l’autocontrollo e la collaborazione.
Il programma è stato avviato a fine 2025 e promette di durare 24 mesi con la celebrazione dei suoi sforzi a novembre 2027 con un momento di festa finale.
È inevitabile sostenere che “Ci Vuole un Villaggio” abbia introdotto un nuovo modello da seguire basato sugli strumenti dei Patti educativi di comunità, segnando un prima e un dopo del suo intervento nel territorio veneto.
Da cosa è definita la qualità della vita di un bambino sano? Stretto appoggio e impegno familiare, agio economico, accesso all’educazione, ma non solo: la comunità è la culla della crescita personale ed emotiva di ogni futuro adulto.
L’antica tradizione africana ci insegnava l’importanza della condivisione già numerosi secoli fa con il noto proverbio “Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”, e non è un caso se la Fondazione Cariverona, interessata al benessere dei più piccoli e dei giovani, abbia deciso di finanziare un’iniziativa che prende il nome dal secolare detto africano.
“Ci vuole un Villaggio” nasce con nobili intenzioni e coinvolge il Comune di Vicenza, assieme a La Piccionaia scs, all’associazione Sintesi APS, all’Istituto comprensivo 10, alla Biblioteca Bertoliana, all’Ipab per minori di Vicenza, e ad altre realtà del territorio.
Un progetto che dietro la semplicità della sua iniziativa non nasconde ambizioni che promettono di durare nel tempo con l’obiettivo di garantire un’alleanza educativa stabile tra scuola, territorio e comunità.
Ma di cosa si occupa precisamente “Ci vuole un Villaggio”? Cosa desidera raggiungere nei prossimi anni?
Un programma che pone al centro la valorizzazione degli spazi civici creando un rapporto di solidità cittadina che unisce il contesto urbano di Villaggio del Sole con la variegata comunità abitante.
“Ci vuole un Villaggio” è stato presentato alla scuola primaria “Cristoforo Colombo” nel mese di febbraio con lo scopo di radunare l’istituzione, famiglie e attori locali in un percorso educativo condiviso.
Ricordate il film “Pensieri Pericolosi” del 1995 con Michelle Pfeiffer? Un’ex marine che trasforma le aule della scuola in un laboratorio sociale dove ogni studente è orgoglioso di far parte di una piccola comunità?
Villaggio del Sole non è la zona est di Los Angeles, né tantomeno una strizzata d’occhio al cinema hollywoodiano, ma gli ideali del fittizio liceo californiano e del progetto “Ci vuole un Villaggio” condividono la stessa sensibilità nei confronti del welfare comunitario.
Un luogo di scoperta e attenzione ai dettagli: la scelta della scuola primaria “Cristoforo Colombo” non è infatti casuale. L’edificio dispone di una struttura con una conformazione unica, possiede inoltre ampi spazi che si integrano alla perfezione con l’adiacente campo sportivo parrocchiale e con la biblioteca decentrata recentemente rinnovata.
Un connubio di partecipazione spontanea e connessione mirata. Una scelta tradotta nel raggruppamento di giovani tra i 18 e i 35 anni attraverso una Open call volta a una selezione finalizzata alla ricerca di capitale umano pronto a fornire competenze relazionali e attitudini educative.
Ciò che maggiormente stimola “Ci vuole un Villaggio” a stabilire un precedente affidabile è la speranza di aiutare le nuove generazioni a sviluppare capacità non cognitive attualmente sottovalutate nella società odierna: l’empatia, la motivazione, l’autocontrollo e la collaborazione.
Il programma è stato avviato a fine 2025 e promette di durare 24 mesi con la celebrazione dei suoi sforzi a novembre 2027 con un momento di festa finale.
È inevitabile sostenere che “Ci Vuole un Villaggio” abbia introdotto un nuovo modello da seguire basato sugli strumenti dei Patti educativi di comunità, segnando un prima e un dopo del suo intervento nel territorio veneto.
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