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VIMM: 30 anni di ricerca condivisa per la medicina del futuro

Trent'anni del VIMM: da Padova all’Europa, un anno di eventi tra scienza, arte e istituzioni per celebrare l’eccellenza e guardare al futuro della ricerca biomedica

Un calendario di eventi tra Italia ed Europa accompagna il trentesimo anniversario della Fondazione per la Ricerca Biomedica Avanzata, nata nel 1996 su iniziativa di Francesco Pagano e Giustina Destro. Da quell’intuizione è nato l’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (VIMM), oggi riconosciuto come centro di eccellenza internazionale, con circa 300 ricercatrici e ricercatori impegnati in quattro ambiti strategici: neuroscienze, fisiopatologia e rigenerazione muscolare, oncologia avanzata e medicina rigenerativa.

Un anniversario tra scienza, arte e territorio

Le celebrazioni prendono il via a Padova, cuore storico del VIMM, con un primo appuntamento il 12 maggio all’Aula Magna di Palazzo Bo. Qui scienziati di fama internazionale si confronteranno sulle sfide della medicina molecolare e cellulare e sulle nuove strategie terapeutiche.

Il 27 maggio sarà inaugurata al Museo della Natura e dell’Uomo la mostra “Il mondo è blu come un’arancia. Il mistero della ricerca”, un progetto che intreccia arte e scienza attraverso immagini dei laboratori VIMM, aprendo il racconto della ricerca anche al grande pubblico.

Il giorno successivo, 28 maggio, le celebrazioni si sposteranno a Venezia, alla Fondazione Cini, con una giornata dedicata al rapporto tra etica, ricerca e finanza. In programma tavole rotonde, approfondimenti scientifici e una lectio magistralis del premio Nobel William G. Kaelin Jr., oltre alla presentazione del Comitato Etico del VIMM.

Un racconto che viaggia in Europa

Il progetto culturale proseguirà nei mesi successivi con tappe a Cortina, Milano e Bruxelles, portando il racconto della ricerca biomedica nel cuore dei principali contesti culturali e istituzionali. Tra i momenti simbolici anche la nomina dei nuovi VIMM Ambassador, figure di rilievo del mondo istituzionale e culturale chiamate a rappresentare i valori della Fondazione.

A chiudere l’anno, a dicembre, sarà l’inaugurazione di una serra bioclimatica nella sede di Padova, dedicata alla memoria del cofondatore Tullio Pozzan.

Una visione che guarda avanti

Il trentennale non è solo una celebrazione, ma un’occasione per rilanciare il ruolo della ricerca biomedica. Il VIMM nasce infatti come spazio aperto e interdisciplinare, fondato sulla condivisione tra competenze diverse, un modello che continua a guidarne lo sviluppo.

Dopo decenni di pubblicazioni scientifiche, progetti internazionali e innovazioni terapeutiche, l’Istituto guarda al futuro con l’obiettivo di rafforzare il legame tra ricerca e cura, contribuendo in modo concreto alla prevenzione e al trattamento delle malattie.

Un percorso che, da Padova all’Europa, conferma il valore strategico della scienza per lo sviluppo della società.

I commenti 

“Il VIMM nasce dalla volontà di creare un centro di ricerca ispirato alla logica della condivisione e dell’interdisciplinarietà” - ha sottolineato Giustina Destro, Presidente della Fondazione per la Ricerca Biomedica Avanzata. “Siamo orgogliosi di celebrare questo importante appuntamento con i nostri ricercatori, sostenitori, donatori e partner istituzionali e finanziari: insieme ripercorreremo le sfide del presente e del futuro della scienza, celebrando l’eccellenza e l’importanza dei risultati ottenuti dal VIMM in questi 30 anni”.

“Fino al 1996, anno in cui nacque il VIMM, i laboratori erano progettati per una sola persona o per un gruppo molto ristretto di ricercatori” – ha commentato il Presidente Onorario della Fondazione, Francesco Pagano. “La nostra idea era che si dovesse creare uno spazio di condivisione di idee e di progetti tra gruppi attinenti a diverse discipline: un laboratorio open space e un nuovo modo di fare ricerca che da quel giorno caratterizza il VIMM nel panorama mondiale”.

“Dopo centinaia di riconoscimenti, pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali e traguardi raggiunti, con il trentesimo il VIMM racconta il suo passato e si proietta nel futuro, dove la ricerca biomedica e le applicazioni degli studi condotti presso i nostri laboratori potranno avere applicazioni decisive nella prevenzione e nella cura delle malattie” - ha aggiunto Nicola Elvassore, Direttore Scientifico del VIMM.

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