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28.01.2026 - 11:10
Gosaldo
Se cercate la California sulle mappe, il navigatore vi porterà probabilmente sulla costa ovest degli Stati Uniti. Eppure, incastonata tra le pieghe selvagge delle Dolomiti Bellunesi, esiste una "California" che non conosce l’oceano, ma il fragore dei torrenti e il silenzio spettrale delle valli dimenticate. Non è un’invenzione per turisti: è ciò che resta di un borgo che un tempo era l'orgoglio del comune di Gosaldo, e che oggi è diventato la meta preferita di cercatori di misteri e amanti dell’urbex.

Perché un piccolo villaggio di montagna si chiama come lo Stato del surf e delle palme? La leggenda vuole che tutto sia iniziato nella seconda metà dell’Ottocento. Si dice che un abitante del luogo, emigrato proprio in America durante la corsa all’oro, fosse tornato a casa con un gruzzolo di ricchezze. Al suo ritorno, aprì un’osteria chiamandola, appunto, "Albergo alla California".
In quegli anni il borgo fiorì: grazie alle vicine miniere di cinabro del Vallalta, California divenne un centro vivace, un punto di ritrovo per minatori, viaggiatori e mercanti. Era un luogo di festa e di lavoro, dove il nome esotico sembrava presagire un futuro splendente.
Il destino della California veneta cambiò per sempre nel novembre del 1966. Mentre l’Italia guardava con angoscia all’alluvione di Firenze, un disastro di proporzioni simili stava colpendo il cuore del Bellunese.
Il torrente Mis e il Miset, gonfiati da piogge torrenziali mai viste prima, si trasformarono in mostri di fango e detriti. In poche ore, la furia dell’acqua travolse le case, distrusse l'albergo storico e cancellò le strade. Fortunatamente non ci furono vittime dirette nel borgo perché gli abitanti riuscirono a fuggire in tempo, ma California morì quella notte: lo Stato dichiarò l'area inabitabile e il villaggio non fu mai più ricostruito.
Oggi, visitare California è un'esperienza che toglie il fiato. Per arrivarci bisogna percorrere un sentiero che si inoltra in una natura che si sta riprendendo tutto.
Le rovine: Tra i rami degli alberi spuntano ancora i muri perimetrali dell'albergo e le fondamenta delle case, avvolte da muschi e rampicanti.
L'atmosfera: È un luogo dove il silenzio è interrotto solo dallo scorrere dell'acqua. Passeggiando tra i resti sembra quasi di sentire ancora le voci dei minatori dell'Ottocento.
Il pericolo: Molte strutture sono pericolanti e la vegetazione è fitta; chi si avventura lo fa sotto la propria responsabilità, attratto da quel fascino malinconico che solo i luoghi abbandonati sanno emanare.
California sta scomparendo. Non sono solo i ricordi a sbiadire, ma le pietre stesse: ogni inverno, la neve e il gelo sgretolano un pezzetto di questo borgo fantasma. Non è un parco a tema, è una ferita aperta nella storia del Veneto, un monito sulla forza della natura e una delle storie più incredibili che le nostre montagne custodiscono.
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