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22.02.2026 - 08:40
A Bassano la povertà cambia pelle. Non è più solo povertà evidente e riconoscibile: è precarietà lavorativa, è monoreddito che non regge l’urto degli affitti, è fragilità familiare che si somma a bollette e spese scolastiche. È una complessità che non si lascia intercettare con interventi episodici.
In questo quadro l’ Emporio Solidale “Ulivo”, inaugurato a dicembre, rappresenta qualcosa di più di uno scaffale pieno. È la risposta organizzata di un territorio che prova a fare sistema. Il protocollo di rete, con il Comune di Bassano del Grappa capofila dell’Ambito territoriale sociale, segna un cambio di passo: dall’assistenzialismo frammentato a un modello coordinato, con criteri condivisi e responsabilità definite.
Attorno al tavolo siedono Associazione Casa a Colori, Associazione Papa Giovanni XXIII, Associazione Da Spreco a Risorsa, Associazione Amistad, Centro Aiuto Vita, Croce Rossa Italiana - Comitato di Bassano del Grappa, Caritas, Cooperativa Verlata, Cooperativa Avvenire e OTB Foundation. Una costellazione di volontariato, cooperazione e fondazioni private che sceglie la corresponsabilità.
L’Emporio non si limita a distribuire beni di prima necessità. Definisce criteri di accesso, dialoga con i servizi sociali, prova a intercettare per tempo le situazioni di vulnerabilità. Accanto alla spesa, l’orientamento al lavoro, il sostegno educativo, l’accompagnamento nella gestione delle difficoltà economiche. È qui la differenza: trasformare l’aiuto in un percorso, non in una parentesi.
Accogliente, ordinato, pensato per restituire dignità prima ancora che beni materiali. L’Emporio solidale si presenta così, come uno spazio che prova a rispondere a una povertà sempre meno visibile ma sempre più estesa.
«È un progetto di cui sono molto contenta e orgogliosa. In questi mesi abbiamo intercettato 50 famiglie, ma il fabbisogno potenziale riguarda almeno 300 nuclei», sottolinea l’assessore Francesca Busa. Numeri che raccontano una domanda ancora in larga parte sommersa.
L’Emporio è aperto il mercoledì e il venerdì dalle 13 alle 18. L’accesso avviene esclusivamente su appuntamento, scelta che punta a garantire riservatezza e tempi adeguati per ciascuna persona. Nei pomeriggi di apertura è attivo anche un Punto di Ascolto: non solo distribuzione di generi alimentari, ma spazio di dialogo e orientamento ai servizi.
A rendere possibile il servizio sono 60 volontari formati, impegnati nella distribuzione di prodotti recuperati dalla grande distribuzione: eccedenze di qualità, comprese referenze fresche come latticini, frutta e verdura. È un’iniziativa che guarda anche alla sostenibilità e alla lotta contro lo spreco alimentare – prosegue l’assessore –. I prodotti sono di qualità e comprendono anche freschi, come latticini, frutta e verdura. La dignità passa anche dal cibo: non deve essere un lusso per pochi, ma un bisogno primario garantito».
In questa doppia dimensione – sociale e ambientale – si misura la portata dell’Emporio: risposta concreta all’emergenza, ma anche tassello di una strategia più ampia contro la marginalità e lo spreco. Perché se la povertà oggi è più silenziosa e frammentata, la risposta non può che essere altrettanto strutturata, capace di tenere insieme dignità, comunità e futuro.
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