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Autostrada del mare: il fronte del no si organizza e dà battaglia al progetto

E anche uno dei sindaci coinvolti dai lavori decide di unirsi ai comitati e alla loro protesta: è il primo cittadino di Legnago

Continua la lunga gestazione della Nogara Mare che questa volta vede scendere in campo i comitati territoriali contrari alla costruzione dell’imponente arteria stradale che dovrebbe collegare appunto Nogara ad Adria, costituendo una sorta di “autostrada per il mare”. L’azione dei comitati vede unite le associazioni del Veronese a quelle del Polesine, che vedono nell’opera non una possibilità per l’economia, come annunciato da progettisti e sostenitori del progetto, ma un pericolo per gli ecosistemi del territorio e, in ogni caso, un intervento non rispondente alle reali necessità degli abitanti. Il progetto prevede un collegamento stradale diretto fra Nogara e la Romea con il rifacimento e relativa messa in sicurezza di una porzione di Transpolesana. All’interno dell’opera è previsto anche un nuovo tratto stradale che andrà a collegare direttamente Adria a Rovigo. Le proteste, che si sono svolte di due momenti distinti, ossia durante un’assemblea e attraverso un’originale manifestazione, sono state presentate prima dell’assemblea del 23 ottobre tenutasi all’interno della sala Ex Gendarmeria a Pontecchio Polesine dai rappresentati della Rete dei comitati polesani e basso-veronesi in prima linea che hanno spiegato le loro ragioni a tal proposito. In particolare è stato sottolineato come la strada non risponda alle esigenze concrete del pubblico e della cittadinanza che nelle aree limitrofe risiede e che ci si stia approfittando di una mancata pianificazione nell’ambito del territorio e della mobilità di tutta la Regione Veneto. Ancor più agguerrita è stata poi la protesta per quanto riguarda il settore trasporti che, hanno sottolineato le varie associazioni ambientaliste, è in netta controtendenza con tutto il resto dell’Europa. Questa arteria stradale dovrebbe portare infatti ad incentivare il trasporto su gomma che si sta cercando di limitare in aree europee più attente all’ambiente a favore del trasporto via acqua, che qui sarebbe ideale vista la navigabilità sia del fiume Po che di altre via d’acqua limitrofe, e del trasporto via rotaia, da sempre molto più green e sostenibile di quello su gomma. Una protesta che punta il dito verso la politica e gli amministratori, che vengono accusati di non avere a cuore la salute del territorio e di chi lo abita dando il beneplacito a progetti così invasivi e frutto di finanziamenti pubblici. La seconda parte della protesta si è tenuta invece sabato 25 ottobre a partire dalle nove, orario in cui a Badia Polesine tutti i rappresentanti delle associazioni contrarie alla realizzazione della Nogara Mare e rappresentanti degli enti pubblici sostenitori, si sono radunati in auto nella Piazza della Chiesa per proseguire a passo d’uomo fino a Legnago dove anche il sindaco Clara Scapin ha preso parte al corteo a sostegno della causa.

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