Da Manchester a Dolo per curare la sua malattia: la storia di Cristian

foto_gruppo_urologia_crisSingolare che un paziente oltremanica scelga un piccolo nosocomio della Riviera del Brenta per curare una malattia che gli stava rendendo la vita un inferno.

Eppure così è stato per Cristian, giovane 30enne inglese che ha scelto il reparto di urologia di  Dolo per tornare a una vita normale. Dal 2012 la sua vita si era trasformata “in un inferno” fatto di mesi di ricovero negli ospedali inglesi con febbre altissima e dolori forti alla vescica. Difficile anche poter lavorare in quelle condizioni: lui che è capocantiere e che per lavoro è costretto a spostarsi continuamente da un luogo all’altro, non riusciva più a rispettare i tempi delle commesse. Insomma, un momento buio per lui “che non si vedeva prospettare una via d’uscita” su misura per lui, perché a Manchester la soluzione prospettata era quella di vivere da quel momento in poi con delle stomie: dei sacchetti posizionati ai fianchi e collegati con due tubi direttamente alle vie urinarie.

Ma in cuor suo ne soffriva come pure la sua fidanzata Alessia che, vivendo in Italia, proprio in provincia di Venezia, ha cominciato a fare ricerche sia online che col classico passaparola. Fino ad arrivare al servizio urologico di Dolo. “Abbiamo incontrato Cristian per la prima volta – hanno raccontato i medici che hanno eseguito l’intervento, cioè il primario Giorgio Artuso insieme alla urologa Elena Andretta – la scorsa estate. Dopo i dovuti esami ed accertamenti a cui lo abbiamo sottoposto, abbiamo capito che era affetto da una grave disfunzione della vescica che Cristian probabilmente si portava avanti fin da piccolo, non sapendolo, ma che negli ultimi anni si era aggravata a tal punto da compromettere anche la corretta funzionalità dei reni”. A Dolo Cristian ha trovato una alternativa terapeutica al suo problema. “Gli abbiamo proposto un intervento che lo avrebbe liberato da quei sacchetti – hanno aggiunto i due urologi – che prevedeva l’utilizzo di un pezzo di intestino per ingrandire e allargare la sua vescica originaria. Non avrebbe urinato come gli altri, perché avrebbe dovuto praticare il cateterismo, ma questa pratica per Cristian non era assolutamente un problema, una volta imparato come si faceva”.

“Quest’anno andrò al mare – ha risposto Cristian – cosa che non potevo fare coi sacchetti ai lati. Posso vestirmi come voglio, e non più con maglioni o casacche larghe per nascondere i fianchi. Mi sento normale, sono tornato ad una vita normale sia affettivamente che per quanto riguarda il mio lavoro. I medici di Dolo mi hanno restituito la mia quotidianità e per questo devo ringraziare loro e tutto l’Ospedale”.

Un ringraziamento condiviso anche dal direttore generale della Ulss 13 Giuseppe Dal Ben che “si complimenta per il lavoro svolto dalla Urologia che è riuscita a fornire al giusta cura al paziente, rispondendo ai suoi bisogni in maniera personalizzata e decisamente professionale”.

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