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Coronavirus, Rovigo: parrucchieri ed estetiste in protesta

La protesta di parrucchieri ed estetiste di Fratta Polesine sulle disposizioni per la loro categoria contenute nell’ultimo Dpcm per Coronavirus

Protesta parrucchieri ed estetiste Fratta Polesine
Protesta parrucchieri ed estetiste Fratta Polesine

“Noi non ci stiamo. Vogliamo lavorare! Non vogliamo aprire l’1 giugno!”. Con questi e altri cartelli, il mondo dei parrucchieri e delle estetiste di Fratta Polesine, è sceso ieri mattina in piazza, protestando contro il nuovo decreto del premier Giuseppe Conte, il quale ha stabilito che solamente dall’1 giugno parruchieri ed estetiste, potranno riaprire i loro negozi.

Muniti di mascherine hanno protestato ieri mattina i titolari di Estetica Sofia, Estetica Katia, Alice Acconciature, Salone Antonella, Salone Marzia, Acconciature Sonia, Salone Moira, PaMa Parrucchieri. E così ancora una volta Fratta Polesine, che è sempre stato un paese nel quale la gente non ha certo paura a far valere i propri diritti (basti pensare ai celebri carbonari del 1800), si dimostra una cittadina dove la gente mette in atto le proprie proteste in modo concreto. In piazza Martiti hanno sfilato Moira Marini, Sonia Chinaglia, Alice Colognesi, Antonella Gazzi, Marzia Rizzati, Katia Marini, Paolo Sparesato, Sofia Mongentale.

Coronavirus, Rovigo: la protesta di parrucchieri ed estetiste

Intanto, il portavoce di Cna Benessere e Sanità di Rovigo, Mariano Aglio, ha voluto esprimere tutta la propria disapprovazione, contro quanto decretato da Conte, attraverso un video, fatto girare a tutti i colleghi. Il titolare de I Parrucchieri Group Mariano, con sede in viale Benvenuto Tisi da Garofolo, si è scagliato duramente contro il capo del governo.

“Forse il signor Conte non ha capito una cosa fondamentale, ossia che i parrucchieri non possono restare chiusi fino all’1 giugno. Il mio lavoro, al pari di quello delle estetiste, è diventato una necessità per le persone. Non dico che sia paragonabile a quello del mangiare e bere, ma quasi. Il nostro lavoro ha un’importanza sociale. Così facendo, Conte, non ha compreso che sta umiliando noi artigiani, e cosa ben peggiore, sta umiliando le donne. Non è possibile lasciare una donna per tre mesi, senza poter andare da parrucchiere ed estetista. Le donne sono prive di uscire di casa in maniera sicura. E’ evidente che Conte non sa che cosa voglia dire, uscire di casa con una ricrescita di 5 centimetri. Forse la mia bisnonna questi problemi non se li faceva, ma era quella una società basata su altri tipi di principi e valori”.

Marco Scarazzatti

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