lunedì, 15 Aprile 2024
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Sfruttamento alla prostituzione, armi e abusi sessuali: operazione di Polizia e Finanza. Otto misure cautelari eseguite nel Veronese

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È in corso l’esecuzione di otto misure cautelari per sfruttamento della prostituzione, armi e abusi sessuali.

Dalle prime ore di questa mattina, 23 febbraio, è in corso un’operazione della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza scaligera. Il personale della Squadra Mobile e del Comando Provinciale, insieme agli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine del Veneto e dei Baschi Verdi della Guardia di Finanza, ha dato esecuzione a 8 ordinanze di custodia cautelare personale – di cui sei in carcere e due agli arresti domiciliari – nei confronti di altrettante persone indagate, a vario titolo, per i reati di associazione per delinquere, violenza sessuale, truffa, ricettazione e detenzione di armi clandestine.

Si tratta di reati commessi, anche in forma associativa, nel veronese e in altre province del Nord Italia, tra agosto del 2021 e aprile del 2023.

Il provvedimento è stato eseguito nei Comuni di Castel d’Azzano, San Giovanni Lupatoto, Valeggio sul Mincio, Bosco Chiesanuova, Erbezzo e Vigasio, e segue precedenti attività investigative svolte dalle Fiamme Gialle scaligere e dalla Polizia di Stato.

Possesso di armi clandestine e truffa

Ad ottobre 2022 il Gruppo della Guardia di Finanza di Verona, nell’ambito di un’attività antidroga, aveva arrestato un cittadino italiano residente a Zevio per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione e detenzione di arma da fuoco clandestina. Durante la perquisizione dell’abitazione, infatti, oltre alla sostanza stupefacente (circa 100 grammi di hashish), era stata sequestrata un’arma corta (Taurus calibro 9×21) con matricola abrasa.

Successivi approfondimenti della Guardia di finanza scaligera sono seguiti già nei primi mesi del 2023, durante i quali è stato identificato un altro cittadino italiano, in possesso di regolare porto d’armi, che aveva acquistato la pistola e commissionato nel tempo l’acquisto di diverse armi da fuoco (tra cui un Kalashnikov e un fucile a pompa) e di oltre 2.000 munizioni di vario calibro.

Armi e munizioni che erano poi state illegalmente cedute ad un terzo cittadino italiano, individuato dalle Fiamme gialle, per essere destinate al mercato clandestino. L’uomo si era reso anche responsabile di una serie di truffe online per la vendita di veicoli e l’affitto di appartamenti di cui incassava indebitamente le relative caparre.

Violenza sessuale, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione

Nel maggio 2023, infine, la Squadra Mobile scaligera ha avviato ulteriori indagini dopo altre notizie di reato – costituenti un autonomo procedimento penale – per violenza sessuale, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

In particolare, i poliziotti, attraverso le dichiarazioni della vittima e grazie all’acquisizione e al salvataggio del contenuto del suo telefono cellulare, hanno raccolto numerosi elementi utili a provare sia la responsabilità degli indagati per gli specifici reati oggetto di indagine, sia a riscontrare reati oggetto degli altri procedimenti penali, poi riuniti.

Il telefono della vittima è stato poi resettato da remoto, presumibilmente da uno degli indagati per timore che la vittima potesse denunciare.

L’attività investigativa ha fatto emergere, nello specifico, che lo sfruttamento della prostituzione era organizzato dagli indagati che provvedevano sia a reperire i clienti – anche attraverso siti di incontri –, sia a stabilire i luoghi e le modalità di pagamento, anche tramite carte prepagate appositamente attivate a nome della vittima ma di fatto gestite dagli aguzzini.

Luca Zaia, presidente della Regione Veneto 

Complimenti sono arrivati dal Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: “La lunga serie e la gravità dei reati per i quali la Polizia e la Guardia di Finanza di Verona hanno eseguito otto ordinanze di custodia cautelare fa impressione. Brave le forze dell’Ordine scaligere che, con indagini lunghe e complesse, hanno saputo smascherare quella che, fatti salvi gli esiti degli atti investigativi e giudiziari successivi, sembra essere una banda estremamente pericolosa”.