venerdì, 19 Aprile 2024
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Il Comune di Verona spinge sulla mobilità elettrica in città: «Nel 2030 i punti di ricarica arriveranno a quota 402»

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Il Piano di mobilità elettrica approvato dalla Giunta definisce la necessità dei punti di ricarica da qui al 2030, identificati circa in 206 al 2025 per arrivare a quota 402 nel 2030.

Passi avanti verso la mobilità elettrica ed ibridi plug-in a zero emissioni che per circolare hanno bisogno non solo di un adeguato numero di punti di ricarica ma anche di una loro omogenea distribuzione sul territorio.

Lo ha annunciato il Comune di Verona in una nota stampa, spiegando “ad oggi le colonnine pubbliche all’interno del Comune sono una sessantina, gestite da Agsm Aim. Un numero che nei prossimi anni sarà implementato in modo considerevole attraverso una rete di infrastrutture di ricarica a pubblico accesso in linea con le azioni contenute nel Pums e con le stime di crescita della diffusione dei veicoli elettrici”.

In questa direzione va l’approvazione da parte della giunta del Piano della Mobilità elettrica, che stabilisce i criteri per l’installazione, la realizzazione e la gestione delle stazioni e delle colonnine di ricarica, da affidare in gestione sia a enti pubblici che privati.

Partendo dall’attuale offerta di colonnine e in base alle previsioni dei veicoli immatricolati, il Piano definisce la necessità dei punti di ricarica da qui al 2030, identificati indicativamente in 206 al 2025 per arrivare a quota 402 nel 2030.

“Infrastrutturare le città per accogliere la sfida della mobilità elettrica con una pianificazione generale è fondamentale – ha spiegato l’assessore alla Mobilità Tommaso Ferrari-. Una pianificazione che riguarda sia una omogenea distribuzione dei punti di ricarica sul territorio e sia la dotazione di un corretto mix delle tipologie di ricarica”.