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Territorio
15.03.2026 - 07:20
Il Comune di Fontaniva compie un nuovo passo nel percorso di rigenerazione urbana avviato negli ultimi anni coinvolgendo direttamente il mondo universitario. Grazie a un protocollo di intesa con l’Università Iuav di Venezia, nei prossimi mesi due laboratori di progettazione architettonica e urbana dell’ultimo anno del corso di laurea triennale in Architettura lavoreranno su alcune delle aree più strategiche del territorio comunale.
L’iniziativa si inserisce all’interno di un quadro più ampio di pianificazione che comprende il Piano di sviluppo presentato lo scorso anno a un bando statale e il Masterplan della mobilità sostenibile. Strumenti che delineano una visione di lungo periodo per una città più connessa, accessibile e attrattiva, capace di valorizzare le proprie risorse urbane e ambientali.
Gli studenti concentreranno il loro lavoro su tre ambiti principali: l’Hub Stazione e Museo del Pellegrinaggio, il Polo delle Fornaci Zulian e l’Area Velo. Complessivamente si tratta di circa 30 mila metri quadrati oggi caratterizzati da funzioni dismesse o in trasformazione, che il progetto “Fontaniva Rigenera” punta a ricucire in un unico sistema urbano integrato.
La stazione ferroviaria, lungo la linea Vicenza–Treviso, rappresenta uno snodo strategico non solo per i pendolari ma anche per il turismo lento. L’idea è quella di trasformarla in una vera e propria ciclostazione regionale, un nodo di interscambio treno-bici lungo l’asse del Brenta capace di intercettare i flussi della ciclovia e della Via Romea Germanica.
Accanto a questo prende forma anche il concept del cosiddetto “terrazzo sul Brenta”, una città che torna ad affacciarsi sul fiume superando le barriere infrastrutturali e ricucendo il dialogo tra centro urbano e parco fluviale. Il Brenta, quindi, non più elemento marginale ma parte integrante della scena urbana e della vita cittadina.
Le Fornaci Zulian e l’Area Velo, storicamente legate alla produzione di calce e cemento, diventano invece il terreno su cui sperimentare nuove forme dell’abitare e del lavoro. Il progetto ipotizza spazi di co-living destinati a studenti, giovani professionisti e nomadi digitali, affiancati da aree per coworking, laboratori artigianali e funzioni culturali.
L’obiettivo è valorizzare l’archeologia industriale esistente mantenendo le ciminiere e gli elementi identitari come landmark del paesaggio, ma allo stesso tempo introdurre funzioni contemporanee capaci di generare socialità, integrazione e nuove opportunità economiche.
Il lavoro degli studenti non si limiterà alla progettazione architettonica. I laboratori integrano infatti tre insegnamenti, progettazione architettonica e urbana, principi e forme strutturali ed estimo, offrendo una visione completa che tiene conto anche della sostenibilità tecnica ed economica degli interventi.
Qualche settimana fa gli studenti sono stati a Fontaniva per un sopralluogo delle aree oggetto di studio. Sarà un momento importante per conoscere direttamente il territorio ma anche per confrontarsi con l’Amministrazione e con le specificità storiche, sociali e ambientali del Comune. Il percorso si concluderà con una mostra pubblica dei progetti elaborati e con una pubblicazione finale che raccoglierà le proposte più significative. Un’occasione per restituire alla cittadinanza il lavoro svolto e alimentare un dibattito costruttivo sul futuro della città.
“Questo progetto rappresenta per Fontaniva un’opportunità concreta di crescita”, sottolinea il sindaco Alberto Trento. “Abbiamo già avviato un percorso importante con la passerella sul Brenta, il potenziamento del campus scolastico e gli interventi sulla mobilità lenta. Ora vogliamo consolidare questa visione coinvolgendo energie nuove. Il confronto con l’Università Iuav ci permette di aprire uno sguardo innovativo sul nostro territorio e di rafforzare un progetto di città che mette al centro qualità urbana, sostenibilità e comunità”.
Fontaniva sceglie così di investire non soltanto in opere ma anche in idee, trasformandosi in un vero laboratorio a cielo aperto in cui scuola, istituzioni e territorio collaborano per immaginare e costruire la città di domani.
Federico Franchin
Edizione
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