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RSA “Anni Azzurri” di Favaro, allarme del Pd: servizi al minimo storico

Monica Sambo: “Personale insufficiente, famiglie costrette al Pronto Soccorso. La Regione intervenga subito”

RSA “Anni Azzurri” di Favaro, allarme del Pd: servizi al minimo storico

Foto di repertorio

Situazione critica alla RSA "Anni Azzurri" di Favaro Veneto, dove segnalazioni di carenza di personale e difficoltà nella gestione quotidiana stanno allarmando famiglie e operatori. La consigliera regionale del Partito Democratico, Monica Sambo, ha espresso forte preoccupazione in una nota ufficiale, annunciando una interrogazione in Regione.

“Le segnalazioni di assenza di personale e di difficoltà nella gestione ordinaria degli ospiti, con famiglie costrette a rivolgersi al Pronto Soccorso anche per problemi minori, se confermate, non sono degne di un servizio essenziale rivolto a persone anziane e fragili”, dichiara Sambo.

Secondo la consigliera, l’ULSS 3 Serenissima aveva già sospeso in passato i nuovi ingressi nella struttura a fronte delle criticità segnalate. Oggi, tuttavia, sembra che le criticità siano tornate senza soluzione, con lavoratori sottoposti a turni pesanti e famiglie costrette a farsi carico delle lacune organizzative. “In queste condizioni – aggiunge Sambo – qualità dell’assistenza e sicurezza non possono essere garantite”.

La consigliera chiede alla Regione Veneto un intervento immediato: verifiche ispettive, controlli puntuali sul rispetto degli standard di personale e assistenza e massima trasparenza sui provvedimenti assunti. “Se una struttura non garantisce continuità assistenziale e sanitaria, non può operare come se tutto fosse normale”, sottolinea.

Sambo sollecita inoltre chiarimenti sugli esiti delle verifiche già effettuate, sulle misure imposte alla gestione e sui tempi di intervento, valutando la coerenza con i requisiti di accreditamento e le convenzioni in essere.

“Le RSA sono un pilastro del welfare e non possono diventare luoghi dove ridurre i costi a discapito della fragilità. Servono personale, vigilanza e programmazione, e subito un tavolo con Regione, ULSS, Comune, direzione della struttura, sindacati e rappresentanze dei familiari. Non possiamo aspettare che accada l’irreparabile”, conclude Monica Sambo.

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