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Tutela ambientale
14.01.2026 - 18:40
Foto dei rifiuti abbandonati sugli argini del Brenta
Continua l’impegno di ETRA SpA Società Benefit nella salvaguardia del fiume Brenta. Nell’ambito del progetto europeo Interreg Italia-Croazia “Wastereduce”, la multiutility ha intensificato le attività di controllo e rimozione dei rifiuti dagli argini, dove materiali abbandonati continuano a rappresentare un pericolo per la fauna, la flora e la salute dei cittadini.
I dati più recenti evidenziano una situazione preoccupante. Se durante il progetto Life Brenta 2030, tra il 2021 e il 2024, erano state raccolte circa 90 tonnellate di rifiuti, nel solo 2025 ne sono stati recuperati quasi 40. La presenza di scarti è particolarmente rilevante nei comuni di Fontaniva, Grantorto, Carmignano di Brenta e Campo San Martino.
Gli operatori di ETRA segnalano che, oltre ai rifiuti legati alle attività ricreative, sta aumentando l’abbandono illecito di rifiuti domestici e scarti industriali, tra cui materiali pericolosi come oli, pneumatici e amianto.
«Questi comportamenti sono reati ambientali che verranno perseguiti – sottolinea il Presidente di ETRA, Flavio Frasson. – Inquinare il Brenta significa compromettere la qualità dell’acqua che utilizziamo ogni giorno e mettere a rischio la salute di tutti».
Per affrontare il problema, ETRA collabora con Arpav ed Etifor e coinvolge i Comuni rivieraschi e le associazioni locali. Giovedì 22 gennaio, a Cittadella, si terrà un tavolo tecnico con due obiettivi principali: rafforzare le infrastrutture di controllo e prevenzione lungo il fiume e pianificare campagne di sensibilizzazione per far capire quanto sia pericoloso abbandonare rifiuti in acqua.
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