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Stand-up comedy

Flamingo: un fenicottero rosa per deridere i paradossi dell’Italia

Tutto esaurito al Gran Teatro Geox per lo spettacolo di Luca Ravenna, pioggia di applausi per il comico di stand-up milanese

La locandina dello spettacolo

La locandina dello spettacolo

Un’ora e cinquanta minuti di situazioni al limite del surreale, ma capaci di dipingere un quadro perfetto dei paradossi e degli eccessi dell’Italia. Ieri sera, il Gran Teatro Geox di Padova ha accolto Luca Ravenna, uno dei comici di stand-up più irriverenti e famosi dello stivale. Con il suo stile cinico e tagliente e i suoi racconti che fondono cruda realtà e voli pindarici, ha saputo conquistare la platea padovana che si è abbandonata a quasi due ore di risate a crepapelle.

Lo spettacolo è iniziato con 25 minuti di ritardo, “a causa di un ingorgo sulla tangenziale e perché non avevamo valutato la presenza del bar e il fatto di trovarci in Veneto”, spiega ironicamente l’attore lombardo con una voce fuori campo. Prima ancora di salire sul palco, Luca Ravenna inizia subito a tempestare il pubblico di gag sferzanti e irriverenti sulle popolazioni del nord Italia, dai Piemontesi che non sanno ridere a Trieste “cioè Slovenia”, ma non si salva neanche Vicenza: “Se arriva l’ICE in Italia sapete già chi segnalare”.

Dopo questa serie di battute a bruciapelo, è salita sul palco Chiara Pagliaccia, collega umbra del comico che ha scaldato il pubblico con la sua ironia sulla vita delle risorse umane nell’industria moderna e sulla propria sessualità.

Finito il monologo, Pagliaccia ha lasciato il palco all’ospite principale della serata. Accolto da uno scrosciante applauso, Luca Ravenna attacca subito sparando a zero su temi molto delicati come guerre e pedofilia, ma con il suo tipico stile che riesce ad essere contemporaneamente spensierato e allegro e ferocemente irriverente.

Nelle quasi due ore successive si susseguono sketch sugli argomenti più disparati, dai traumi infantili a improbabili esperienze al limite della legalità, passando per gli stereotipi regionali, politici e religiosi: nessuno si salva dalle sue invettive e il pubblico rimane rapito dal primo all’ultimo minuto, mentre scroscianti applausi accompagnano il repertorio comico dell’attore milanese.

In chiusura un pezzo sul surreale incontro con una coppia siciliana in spiaggia, da cui nascerà il titolo dello spettacolo: la conversazione con la donna sopravvissuta a un infarto, che stava per portare l’attore all’epifania, a vivere un’esperienza allegorica paragonabile a una parabola evangelica, viene interrotta bruscamente quando il marito si sistema il costume da bagno rivelando su un testicolo il tatuaggio di un fenicottero. Flamingo è questo: il surreale nel dramma, la capacità di ridere e far ridere con l’assurdità e il paradosso di fronte agli orrori della società moderna.

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