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Sanità e ricerca
03.02.2026 - 14:33
Foto della conferenza
Un nuovo passo avanti per la diagnosi dei tumori in Veneto arriva dall’Istituto Oncologico Veneto, che può ora contare su una tecnologia innovativa grazie alla donazione dell’Associazione Piccoli Punti. L’associazione ha infatti messo a disposizione dello IOV un macchinario per la cosiddetta “biopsia liquida”, uno strumento che permette di individuare e seguire l’evoluzione della malattia attraverso semplici campioni biologici, come il sangue, evitando in molti casi procedure più invasive.

L’apparecchiatura è stata destinata al Laboratorio di Biopsia Liquida Integrata, all’interno dell’unità che si occupa di immunologia e diagnosi molecolare oncologica. In termini pratici, il nuovo strumento consente di analizzare con grande accuratezza minuscole tracce di materiale genetico e altri segnali della presenza del tumore, migliorando sia l’attività clinica sia quella di ricerca.
Questa metodologia si rivela particolarmente preziosa nel caso dei tumori della pelle, come il melanoma, una patologia che in Veneto continua a causare circa 200 decessi ogni anno. Grazie alla biopsia liquida, i medici possono controllare l’andamento della malattia in modo più rapido e meno traumatico per i pazienti, intervenendo tempestivamente se emergono segnali di peggioramento.
Il commissario straordinario Francesco Benazzi ha sottolineato come la collaborazione tra sanità pubblica e realtà del territorio possa tradursi in benefici concreti per i cittadini, migliorando i percorsi di diagnosi e cura e rafforzando allo stesso tempo la ricerca clinica. Questo il commento di Benazzi al termine dell'incontro con la stampa.
Sulla stessa linea il direttore scientifico Antonio Rosato, che ha evidenziato l’importanza di investire in strumenti capaci di rendere le terapie sempre più mirate sulle caratteristiche di ciascun paziente.
Dal mondo della ricerca arriva infine un richiamo all’importanza della prevenzione. Carlo Riccardo Rossi, referente scientifico dell’Associazione Piccoli Punti, ha ricordato che educazione e diagnosi precoce restano armi decisive contro il melanoma, ma che per i casi più complessi è fondamentale disporre di tecnologie avanzate in grado di personalizzare le cure, con vantaggi sia per i malati sia per il sistema sanitario.
La dottoressa Maria Chiara Scaini, responsabile del laboratorio di biopsia liquida integrata, spiega i vantaggi delle terapie ad hoc rese possibili da questo nuovo strumento:
La donazione, del valore complessivo di 70 mila euro, è stata resa possibile grazie al contributo della Fondazione Elisabetta Canale e della Fondazione Biondani Ravetta, che hanno coperto interamente il costo dell’apparecchiatura.
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