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Tutela ambientale
03.02.2026 - 15:21
Controlli sulle sorgenti d'acqua sul territorio veneto
Dalla Laguna di Venezia alle montagne bellunesi, passando per campagne, fiumi e boschi: il 2025 è stato un anno di intensa attività per i Carabinieri Forestali del Veneto. I dati diffusi a Padova dal Comando Regione Carabinieri Forestale “Veneto” raccontano un lavoro quotidiano di presidio e controllo che ha interessato l’intero territorio regionale, con l’obiettivo di difendere ambiente, fauna e risorse naturali. Oltre 46mila i controlli, che hanno svelato 660 reati e circa 2mila irregolarità amministrative, con sanzioni che, complessivamente, hanno superato il milione di euro. Tutto ciò è stato reso possibile dai 47 Nuclei Forestali che coprono ogni angolo del territorio regionale.
Gran parte dei controlli ha riguardato la tutela del territorio, dei boschi e delle acque, con più di 34 mila verifiche contro tagli irregolari, scavi abusivi e trasformazioni del suolo, soprattutto nelle aree protette e nei siti Natura 2000. Sul fronte degli incendi boschivi, nel 2025 si sono registrati 31 episodi, concentrati tra Belluno e Venezia. Sotto questo aspetto è interessante notare la natura degli interventi e il loro impatto: gran parte degli incendi in Veneto scoppia a causa dei fulmini che cadono al suolo, anziché a episodi dolosi, mentre la superficie bruciata da ogni rogo è notevolmente al di sotto della media italiana. Questi dati dimostrano il forte senso civico che caratterizza gli abitanti della regione e la preparazione del personale incaricato di gestire tali emergenze.
Rilevante anche l’impegno contro l’inquinamento e la gestione illecita dei rifiuti, con quasi 4 mila controlli e 244 reati accertati, così come l’attività a tutela degli animali e della filiera agroalimentare, che ha visto oltre 7.600 verifiche tra allevamenti e aziende agricole, in particolare nei settori vitivinicolo e apistico.
Accanto ai controlli, prosegue anche il lavoro di monitoraggio scientifico delle foreste. Con l’Inventario Forestale Nazionale 2025, i militari hanno operato in 58 aree di rilevamento distribuite in tutta la regione, dai boschi di pianura fino alle zone montane, per fotografare lo stato di salute dei boschi e la loro capacità di assorbire anidride carbonica. Particolare attenzione è stata dedicata al monitoraggio del lupo, sempre più presente nei nostri boschi e sempre più vicino alle aree urbane. Spiega i dettagli il Colonnello Monica Miceli, comandante del Gruppo Carabinieri Forestali di Vicenza:
In ottica di sicurezza alpina, è altrettanto fondamentale il contributo del servizio Meteomont con sede a Belluno. Attraverso rilievi quotidiani e bollettini costanti, il servizio garantisce informazioni cruciali sul rischio valanghe, a supporto di enti, operatori e cittadini che frequentano la montagna. Il Tenente Colonnello Riccardo Cordini, comandante del Gruppo Carabinieri Forestali di Belluno, fa una panoramica della situazione attuale, anche alla luce del cambiamento climatico i cui effetti si stanno osservando negli ultimi anni:
Un capitolo a parte riguarda l’attività CITES, che da 50 anni contrasta il commercio illegale di animali e piante a rischio di estinzione. Nel 2025 in Veneto sono stati effettuati 333 controlli tra allevamenti, fiere, negozi e strutture zoologiche, con 59 reati accertati. Proprio in occasione di questo importante anniversario, è stato pubblicato il Calendario CITES 2026, che raccoglie dodici emozionanti storie (tutte a lieto fine) di recupero di animali e piante sottratti a contesti criminali.
Accanto ai controlli, spazio anche all’educazione ambientale. Nel 2025 oltre 8.300 studenti delle scuole venete hanno partecipato a incontri e iniziative dei Carabinieri Forestali, tra lezioni e attività all’aperto. Prosegue inoltre il progetto “Un albero per il futuro”, che ha portato alla piantumazione di migliaia di alberi, rafforzando il legame tra tutela dell’ambiente e cultura della legalità.
Un bilancio che racconta un Veneto vigilato giorno dopo giorno, dove la difesa del territorio passa anche dal lavoro silenzioso di chi controlla boschi, fiumi e montagne, con l’obiettivo di consegnare alle generazioni future un patrimonio naturale integro e protetto.
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