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Richiesta sindacale
03.02.2026 - 16:10
Foto di repertorio
Partono le trattative per il rinnovo del contratto nazionale della vigilanza privata, un settore che in Veneto coinvolge circa 2.500 lavoratori tra Padova e 350 tra Rovigo. Tra guardie giurate armate e operatori fiduciari non armati, la categoria rivendica migliori condizioni economiche e organizzative per un’attività delicata e fondamentale per la comunità.
Il coordinamento regionale dei delegati, convocato da Fisascat Veneto il 10 febbraio, arriva cinque giorni dopo l’incontro tra sindacati e associazioni datoriali e sarà l’occasione per fare il punto sulla piattaforma rivendicativa e sullo stato della trattativa. «Una volta rinnovato il contratto nazionale, sarà il momento di avviare anche un contratto regionale – spiega Diego Marcomini, della Fisascat Cisl Padova Rovigo –. Ci aspettiamo un riconoscimento serio per un settore che merita maggiore attenzione, sia sotto il profilo economico sia normativo. Serve un contratto che dia risposte concrete sulle retribuzioni e migliori le condizioni di lavoro, spesso rese difficili dai turni massacranti di 12 ore e dai rischi quotidiani».
Tra le richieste dei sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, presentate il 5 febbraio alle associazioni datoriali, ci sono incontri periodici tra sindacati e aziende, una programmazione chiara dei turni, il rispetto dei tempi di riposo, formazione di qualità e un aumento salariale coerente con l’inflazione e le difficoltà del lavoro.
Marcomini sottolinea anche l’importanza di regole precise per le committenze private e pubbliche, per contrastare gli appalti al massimo ribasso che penalizzano lavoratori e sicurezza. «Il coordinamento regionale sarà un momento fondamentale di confronto, dove i delegati potranno esprimere opinioni e suggerimenti – conclude –. La Fisascat Cisl Padova Rovigo è pronta a sostenere la trattativa nazionale».
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