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Veneto a un passo dall’intesa su sanità, protezione civile, professioni e previdenza, il presidente Stefani illustra i benefici per la regione

Dopo settimane di confronti con il Governo, il Veneto si prepara a definire l’accordo su quattro materie chiave: maggiori risorse per la sanità, nuove possibilità di gestione delle emergenze e semplificazioni per professionisti e fondi pensionistici integrativi

Stefani: “Il Veneto non è più locomotiva d’Italia? Lavoriamo su innovazione e competitività”

Alberto Stefani

Il Veneto è vicino a chiudere l’accordo su quattro materie nell’ambito dell’autonomia differenziata. Lo ha confermato oggi il presidente della Regione, Alberto Stefani, aggiornando il Consiglio regionale sui vantaggi concreti che porterà l’intesa, prima di passare all’ok finale della Conferenza Stato-Enti locali e delle Camere.

Le materie interessate sono quattro: sanità, protezione civile, professioni e previdenza complementare integrativa. Stefani ha sottolineato come ciascuna possa portare benefici diretti al territorio veneto.

In sanità, l’accordo permetterà di utilizzare in modo più efficiente le risorse del Fondo sanitario nazionale, sbloccando oltre 17 milioni di euro. Sarà possibile programmare interventi di ammodernamento di ospedali e strutture sanitarie, evitando ritardi o assegnazioni non coerenti del passato. Inoltre, la Regione potrà creare enti intermedi per riorganizzare le aziende sanitarie e centri specialistici per attività ad alta standardizzazione, come gestione delle risorse umane e tecnologia sanitaria, ottenendo risparmi significativi. Anche i fondi integrativi sanitari dei cittadini, circa un terzo dei veneti, potranno essere meglio utilizzati per sostenere le spese sanitarie locali.

Per la protezione civile, l’intesa consente al presidente di Regione di assumere il ruolo di commissario in caso di emergenze nazionali, introdurre ordinanze speciali, superare i limiti di assunzione per il personale di emergenza e avere una contabilità dedicata per mezzi e strumenti. Verranno inoltre introdotti contratti più attraenti per il personale, rendendo il lavoro nella Protezione civile più competitivo.

Sulle professioni, la Regione potrà aggiornare gli elenchi professionali, riconoscere qualifiche straniere più rapidamente e includere oltre 20.000 operatori economici ora privi di adeguata qualifica. Questo permetterà di allineare meglio le competenze locali alle esigenze del mercato veneto.

Infine, la previdenza complementare integrativa sarà gestita direttamente dalla Regione, con la possibilità di promuovere fondi specifici e garantire più autonomia nella gestione per i dipendenti regionali e del servizio sanitario.

Secondo Stefani, tutti questi cambiamenti porteranno vantaggi tangibili per il Veneto, consentendo una gestione più efficiente delle risorse e una maggiore risposta alle necessità locali.

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