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La pace comincia con la dignità: veglia a Padova contro la tratta

Veglia diocesana a Padova il 5 febbraio al santuario di San Leopoldo Mandic: pellegrinaggio, musica, danza e testimonianze per chiedere dignità e porre fine alla tratta

salute ambiente

Foto di repertorio

Alla vigilia della XII Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone (8 febbraio 2026, memoria di santa Giuseppina Bakhita), anche Padova propone un intenso momento comunitario di preghiera, meditazione e sensibilizzazione su una piaga che coinvolge milioni di esseri umani nel mondo.

La Veglia diocesana contro la tratta, presieduta dal vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, è in calendario per giovedì 5 febbraio 2026 al santuario di San Leopoldo Mandic.

Il tema dell’edizione 2026, “La pace comincia con la dignità: Un appello globale per porre fine alla tratta di persone”, si ispira al forte richiamo di papa Leone XIV: la pace autentica è mite e umile, nasce dall’amore e si regge dove la dignità umana è tutelata. Lo sfruttamento e l’oggettivazione degli individui, tipici della tratta, minano alle fondamenta pace e giustizia, rendendo imprescindibile il loro superamento per edificare un mondo più equo.

La tratta è una ferita planetaria che nega i diritti fondamentali e lacera il tessuto sociale. Le vittime — perlopiù donne, minori, persone migranti e sfollate — sono costrette a forme diversificate di abuso: lavoro forzato, sfruttamento sessuale, servitù domestica, matrimoni coatti. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, donne e ragazze rappresentano il 65% delle vittime identificate, mentre quasi un terzo sono bambini.

Guerre, povertà e displacement espongono maggiormente queste popolazioni; i migranti corrono rischi crescenti via via che i corridoi sicuri si riducono e le frontiere si irrigidiscono.

Il motto “La pace comincia con la dignità. Un appello globale per porre fine alla tratta di persone” guiderà anche la Veglia di Padova, in programma al santuario di San Leopoldo Mandic giovedì 5 febbraio con inizio alle 20.30. Il rito, presieduto dal vescovo Claudio, sarà preceduto da un pellegrinaggio cittadino facoltativo. Chi lo desidera, singolarmente o in gruppo, potrà incamminarsi alle 20.00 da uno dei cinque sagrati: Madonna Incoronata, Madonna Pellegrina, Torresino, Bassanello e Santa Giustina.

Accompagnati da una lampada, i pellegrini raggiungeranno il santuario dei cappuccini, dove la preghiera comunitaria sarà arricchita dal linguaggio della danza con Spaziodanza Padova, dalla musica della Tnt Brass Band e dal canto del coro dei giovani frati cappuccini.

Novità di quest’anno, la presenza di alcuni “pellegrini di giustizia contro la tratta” guidati da don Massimo De Franceschi, parroco di San Francesco. A loro saranno affidate le lampade da portare in cammino da Vicenza al santuario di Schio, dove riposa la santa canossiana, sabato 7 febbraio. Alle 17.45 i pellegrini, dopo circa trenta chilometri, saranno accolti da una delegazione padovana e, insieme alle religiose canossiane, reciteranno i vespri in preparazione alla festa di santa Bakhita.

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