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07.02.2026 - 08:15
Foto di repertorio
La sanità del futuro in Veneto è già realtà, ma il nodo del personale resta centrale per garantire il pieno funzionamento delle nuove strutture territoriali. A sottolinearlo è stata la presidente della Quinta commissione consiliare, Manuela Lanzarin (Lega-LV), a margine dell’audizione dedicata al monitoraggio dei fondi Pnrr legati al territorio e al Decreto Ministeriale 77/2022, che disciplina case di comunità e centrali operative territoriali (Cot).
“Abbiamo fatto il punto sullo stato di attuazione dei finanziamenti e sullo sviluppo delle infrastrutture sanitarie”, spiega Lanzarin. “Il Veneto ha saputo mettere a terra le risorse del Pnrr rispettando le scadenze previste, con scadenza fissata a giugno 2026. Ora la sfida è concentrarsi sul personale: senza medici, infermieri e operatori sanitari non sarà possibile rendere operative al 100% queste strutture”.
I numeri attuali raccontano una sanità di prossimità già concreta: 64 case di comunità con servizi attivi su 101 strutture previste, 974 posti letto di ospedale di comunità disponibili, e 49 Cot operative, fondamentali per collegare ospedale e territorio. “Queste strutture rappresentano un modello di sanità innovativa, centrata sulla persona e sulla fragilità”, sottolinea Lanzarin.
La presidente della commissione annuncia inoltre che la prossima settimana sarà dedicata a un focus specifico sul reclutamento e sulla gestione del personale sanitario, elemento decisivo per garantire omogeneità e qualità dei servizi su tutto il territorio regionale.
“La sanità di domani – conclude Lanzarin – non si costruisce solo con i fondi e le infrastrutture, ma con operatori formati, motivati e sufficienti in numero. Solo così le case di comunità e i Cot potranno funzionare come previsto, garantendo assistenza vicina ai cittadini e continuità dei servizi”.
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