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A4 Venezia–Trieste, maxi piano da un miliardo: sicurezza e sviluppo fino al 2053

Stefani incontra i vertici di Autostrade Alto Adriatico: terza corsia, nuovi svincoli e opere strategiche per il Nord-Est

A4 Venezia–Trieste, maxi piano da un miliardo: sicurezza e sviluppo fino al 2053

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Un miliardo di euro di investimenti per mettere in sicurezza una delle autostrade più trafficate d’Europa e rafforzare la competitività logistica, turistica e produttiva del Nord-Est. È la cornice entro cui si colloca il piano di interventi sulla A4 Venezia–Trieste illustrato dal presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, al termine del primo incontro con il presidente di Autostrade Alto Adriatico, Marco Monaco, e il vicepresidente Tiziano Bembo.

La A4 si conferma una dorsale strategica non solo per il Veneto, ma per l’intero sistema economico nord-orientale e per i collegamenti europei: nel solo 2025 ha fatto registrare 54 milioni di transiti, attestandosi come uno dei principali assi intermodali del continente. «Con una visione di lungo periodo che guarda al 2053 – ha sottolineato Stefani – mettiamo in sicurezza l’infrastruttura e miglioriamo l’efficienza dei collegamenti, anche dal punto di vista turistico, favorendo la crescita dei territori attraversati».

Il cuore del programma è rappresentato dal completamento della terza corsia nel tratto compreso tra San Donà di Piave e Portogruaro, un intervento da 870 milioni di euro il cui avvio dei lavori è previsto nel primo trimestre del 2027. Il progetto comprende la ricostruzione di nove ponti, tra cui quelli sui fiumi Malgher e Livenza, la realizzazione di dodici sottopassi, tre cavalcavia e oltre cinquanta attraversamenti idraulici, con ricadute positive anche sulla sicurezza idraulica del territorio.

Accanto alla terza corsia, il piano prevede la realizzazione del nuovo svincolo di San Stino di Livenza, arretrato di due chilometri rispetto all’attuale e potenziato con otto porte complessive, oltre all’adeguamento delle rampe di Cessalto. Interventi pensati per migliorare la fluidità del traffico e ridurre i punti critici lungo l’asse autostradale.

In dirittura d’arrivo anche una serie di opere complementari: nei prossimi giorni verranno inaugurate le nuove aree di sosta di Fratta Nord e Sud, con 161 stalli destinati a mezzi pesanti e camper, e la rinnovata caserma della Polizia Stradale di San Donà. A completare il quadro figurano l’adeguamento della barriera di Portogruaro, strategica per l’interconnessione con la Pedemontana Veneta, e l’ultimazione della tangenziale Pancino a San Stino.

Nel piano economico-finanziario rientra infine la futura realizzazione dello svincolo di Alvisopoli, con nuovo casello e circa 3,7 chilometri di viabilità di collegamento: un’infrastruttura considerata decisiva per migliorare l’accessibilità alla località balneare di Bibione e sostenere il rilancio del quadrante sud-orientale del Veneto.

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