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06.02.2026 - 14:49
Foto di repertorio
Cresce il numero di cittadini veneti che dicono “no” alla donazione di organi, mettendo a rischio il primato della regione nel campo dei trapianti. A lanciare l’allarme è il consigliere regionale Eric Pasqualon (UdC), che ha depositato una mozione per proporre nuove strategie operative mirate a contrastare questo fenomeno preoccupante.
Secondo i dati del primo trimestre 2025, quasi il 40% degli italiani (39,7%) esprime un diniego al momento del rinnovo della carta d’identità. A Padova, città simbolo dei trapianti, le opposizioni alla donazione hanno raggiunto il 32%, contro una media storica del 25%. Preoccupa in particolare la fascia tra i 18 e i 30 anni, dove i ‘no’ sono balzati al 37,9% nell’ultimo anno.
Pasqualon sottolinea che non si tratta di mancanza di altruismo, ma di “una risposta difensiva automatica, spesso dettata dalla fretta o dal dubbio al momento della scelta, compiuta in pochi secondi durante adempimenti burocratici”. Con la scadenza delle carte d’identità cartacee prevista per il 3 agosto 2026, il rischio di un picco di dinieghi è concreto: solo a Padova saranno circa 25.000 i cittadini che passeranno dagli sportelli.
Per questo, la mozione del consigliere propone una serie di strumenti concreti: protocolli d’intesa con l’ANCI Veneto per supportare gli ufficiali d’anagrafe, kit informativi moderni negli uffici comunali per facilitare scelte consapevoli, e campagne di comunicazione mirate soprattutto alle giovani generazioni, con l’obiettivo di sfatare miti e pregiudizi legati alla donazione.
“Il Veneto deve rimanere un modello di civiltà – afferma Pasqualon -. L’eccellenza scientifica e chirurgica dei nostri centri, come quelli di Padova e Verona, va sostenuta anche da una cultura della donazione forte e consapevole. Ogni ‘no’ evitato può significare una vita salvata”.
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