Cerca

Test Miles 33

Scopri tutti gli eventi

EVENTI

Donazioni di organi in Veneto: cresce il rifiuto, Pasqualon presenta una mozione per invertire la tendenza

Padova e Verona, eccellenze mondiali dei trapianti, rischiano un calo di generosità tra i cittadini

Donazioni di organi in Veneto: cresce il rifiuto, Pasqualon presenta una mozione per invertire la tendenza

Foto di repertorio

Cresce il numero di cittadini veneti che dicono “no” alla donazione di organi, mettendo a rischio il primato della regione nel campo dei trapianti. A lanciare l’allarme è il consigliere regionale Eric Pasqualon (UdC), che ha depositato una mozione per proporre nuove strategie operative mirate a contrastare questo fenomeno preoccupante.

Secondo i dati del primo trimestre 2025, quasi il 40% degli italiani (39,7%) esprime un diniego al momento del rinnovo della carta d’identità. A Padova, città simbolo dei trapianti, le opposizioni alla donazione hanno raggiunto il 32%, contro una media storica del 25%. Preoccupa in particolare la fascia tra i 18 e i 30 anni, dove i ‘no’ sono balzati al 37,9% nell’ultimo anno.

Pasqualon sottolinea che non si tratta di mancanza di altruismo, ma di “una risposta difensiva automatica, spesso dettata dalla fretta o dal dubbio al momento della scelta, compiuta in pochi secondi durante adempimenti burocratici”. Con la scadenza delle carte d’identità cartacee prevista per il 3 agosto 2026, il rischio di un picco di dinieghi è concreto: solo a Padova saranno circa 25.000 i cittadini che passeranno dagli sportelli.

Per questo, la mozione del consigliere propone una serie di strumenti concreti: protocolli d’intesa con l’ANCI Veneto per supportare gli ufficiali d’anagrafe, kit informativi moderni negli uffici comunali per facilitare scelte consapevoli, e campagne di comunicazione mirate soprattutto alle giovani generazioni, con l’obiettivo di sfatare miti e pregiudizi legati alla donazione.

Il Veneto deve rimanere un modello di civiltà – afferma Pasqualon -. L’eccellenza scientifica e chirurgica dei nostri centri, come quelli di Padova e Verona, va sostenuta anche da una cultura della donazione forte e consapevole. Ogni ‘no’ evitato può significare una vita salvata”.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edizione