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Trento, nuovo piano per proteggere la trota marmorata: in campo misure contro il cormorano

La Giunta provinciale approva un intervento mirato fino al 2031 per tutelare la specie autoctona, con strumenti più efficaci di dissuasione e prelievo

Trento, nuovo piano per proteggere la trota marmorata: in campo misure contro il cormorano

Foto di repertorio

La Provincia autonoma di Trento rinnova il proprio impegno per la salvaguardia della trota marmorata, simbolo delle acque trentine, approvando un nuovo Piano provinciale di controllo del cormorano, valido fino al 15 marzo 2031. Il documento, proposto dall’assessore alle foreste, caccia e pesca Roberto Failoni, conferma le deroghe previste dalla normativa europea e nazionale e introduce novità operative per rendere più efficaci gli interventi di tutela.

“Si tratta di una misura responsabile, basata su monitoraggi scientifici pluriennali – spiega Failoni -. Il piano consente di avvicinarsi, se necessario, al limite massimo di 120 capi abbattibili ogni anno, soglia mai raggiunta negli ultimi anni. L’obiettivo è garantire la conservazione della trota marmorata senza compromettere gli ecosistemi acquatici”.

Negli ultimi anni, la popolazione di cormorani in Trentino è diventata stabile, con circa 400 individui svernanti lungo i corsi d’acqua di fondovalle, che coincidono con l’habitat della trota. Nonostante gli interventi di rinaturalizzazione e i ripopolamenti, la pressione predatoria continua a ostacolare la ripresa della specie.

Il nuovo piano punta a controlli mirati e flessibili: i cormorani verranno allontanati dai tratti fluviali più sensibili e indirizzati verso aree dove la loro presenza non costituisce un rischio per le specie autoctone. Le azioni comprendono principalmente dissuasione e, se necessario, prelievo controllato, monitorato e proporzionato.

Tra le novità operative, il piano semplifica la gestione territoriale, raggruppando i 19 tratti precedenti in cinque macroaree (Adige, Avisio, Fersina-Brenta, Noce e Sarca-Chiese), e elimina il limite massimo giornaliero di due capi per singolo tratto, rendendo più flessibile la sequenza degli interventi. Inoltre, il personale di vigilanza potrà affiancare i cacciatori autorizzati nelle attività di dissuasione letale.

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