Cerca

Test Miles 33

Scopri tutti gli eventi

EVENTI

Cultura e memoria

Beatrice Benà presenta a Stanghella "KR 73456", la storia di un Italiano internato nei lager nazisti

Un racconto nato dalle testimonianze di nonno Aldo e incoraggiato dagli insegnanti del liceo Paleocapa oggi diventa una struggente opera per ricordare gli orrori del secolo scorso

Beatrice Benà (al centro) con le docenti che la incoraggiarono a mettere su carta il racconto

Beatrice Benà (al centro) con le docenti che la incoraggiarono a mettere su carta il racconto

Nel salone centrale del Museo civico di Stanghella, a pochi giorni dalla Giornata della Memoria, è tornata alla luce una vicenda che intreccia la storia del Veneto con una delle pagine più dure del Novecento. Qui Beatrice Benà, insegnante nella Scuola Secondaria del paese, ha presentato il volume “KR 73456 – Un internato italiano ad Essen”, nato dodici anni fa tra i banchi del liceo scientifico Paleocapa di Rovigo.

La radice del libro affonda nei racconti del nonno Aldo, originario del Vicentino, che crebbe in una famiglia di agricoltori. Rimasto senza madre a soli due anni, a diciotto venne chiamato alle armi durante la Seconda guerra mondiale. Poco dopo il suo nome lasciò spazio a un numero: KR 73456. Deportato come internato militare italiano, trascorse due anni nel campo di lavoro di Essen, tra fame, freddo, violenze e privazioni che segnarono per sempre la sua esistenza.

Beatrice, da bambina, ascoltava quelle memorie sulle ginocchia del nonno, custodendole come un’eredità fragile e preziosa. Al liceo trovò l’incoraggiamento dei docenti Buson e Zorzato e il sostegno dell’istituto, che riconobbe l’importanza documentaria di trasformare quella testimonianza familiare in un lavoro organico. Da allora il progetto è diventato un punto di riferimento per comprendere ciò che molte persone, ebree e non, subirono sotto il regime nazifascista.

Durante la presentazione non sono mancati momenti di intensa partecipazione: alcuni presenti hanno rivissuto ricordi tramandati dai propri familiari, spesso taciuti nella quotidianità perché fonte di dolore. Le parole dell’autrice hanno aperto uno spazio di condivisione emotiva, riportando alla luce storie rimaste a lungo chiuse nel silenzio domestico.

All’incontro hanno preso parte anche la vicepreside e alcune docenti del liceo Paleocapa, che hanno ricordato Beatrice negli anni della formazione: una studentessa animata da passione, senso civico e determinazione nel far conoscere pagine di storia difficili ma necessarie. Oggi quel percorso si è trasformato in una testimonianza collettiva, un presidio di memoria che Stanghella riconsegna alla propria comunità.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edizione