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Scuola e solidarietà

A Treviso riparte il progetto “Ogni dono è un nodo” per formare giovani ambasciatori del volontariato

L’iniziativa di AIL Treviso coinvolge le classi dell’IIS Giorgi Fermi: lezioni, laboratori e testimonianze per accompagnare nuovi donatori e realizzare un video podcast nazionale

Foto dell'incontro

Foto dell'incontro

Ritorna anche nel 2026 “Ogni dono è un nodo”, il progetto solidale promosso da AIL provinciale Treviso con l’obiettivo di avvicinare gli studenti delle scuole superiori alla cultura del benessere, della solidarietà e del dono. Un percorso formativo strutturato, fatto di lezioni, laboratori e momenti di incontro, che metterà al centro decine di ragazze e ragazzi chiamati a diventare protagonisti attivi e consapevoli.

Dopo l’avvio sperimentale del 2025 al “Da Vinci”, la seconda edizione approda quest’anno all’IIS Giorgi Fermi, coinvolgendo le classi quarte e quinte degli indirizzi Odontotecnico, Biotecnologie e Chimica. Gli studenti lavoreranno al fianco di professionisti sanitari, educatori, volontari e comunicatori per trasformarsi in peer educator capaci di parlare ai propri coetanei e diffondere il valore del dono e del volontariato.

Il progetto si inserisce in una rete più ampia che comprende anche la collaborazione con AVIS Treviso: gli studenti saranno incoraggiati a portare nuovi donatori a iscriversi all’Associazione Volontari Italiani del Sangue. Prevista anche la possibilità di aderire ad ADoCeS, l’associazione dei donatori di cellule staminali emopoietiche, rafforzando il legame tra informazione, scelta personale e impegno civico.

Due gli obiettivi operativi fissati per i partecipanti: accompagnare nuovi donatori alla Giornata dell’idoneità al dono di sangue e produrre una puntata di video podcast destinata ad arricchire la raccolta nazionale delle sezioni AIL che aderiscono al programma.

Sergio Leonardi, presidente di AIL Treviso, ringrazia la dirigente scolastica Giuliana Milana per la disponibilità e la docente referente Laura Martorano per il lavoro di coordinamento, ricordando che il progetto continua a intrecciare scuola, sanità e volontariato e a parlare ai giovani con il loro linguaggio per costruire una comunità più consapevole e solidale.

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