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Attualità
13.02.2026 - 06:00
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La riforma nazionale della professione di guida turistica segna un passo avanti, ma senza controlli efficaci il rischio di abusivismo resta alto. È quanto sottolinea Confesercenti Veneto Centrale, commentando l’esito del primo bando nazionale che ha raccolto quasi 29 mila candidature dopo anni di assenza di una regolamentazione organica.
Secondo l’associazione, l’elevato numero di iscritti e l’età media dei candidati evidenziano un fenomeno chiaro: per molti la guida turistica non è ancora percepita come un lavoro strutturato, ma come un’attività accessoria. “A Padova, città dal forte richiamo culturale e religioso, la guida turistica rappresenta invece un presidio fondamentale per garantire un turismo sostenibile e di qualità”, spiega Paola Moressa, presidente dell’Associazione Guide Turistiche Federagit.
La riforma, voluta dal Ministero del Turismo, introduce regole nazionali chiare sulla figura professionale e le competenze richieste, permettendo finalmente di definire standard uniformi su tutto il territorio. Confesercenti, insieme alle guide locali, ha già avviato percorsi di formazione e aggiornamento professionale per accompagnare l’attuazione della normativa e rafforzare le competenze necessarie.
Resta, tuttavia, il nodo dei controlli. L’associazione ribadisce che solo le guide abilitate possono svolgere attività di spiegazione nei monumenti e nelle città, e chiede alle amministrazioni locali e alle forze dell’ordine controlli sistematici e sanzioni per chi viola le regole. “Solo così si tutela la professione e si garantisce la qualità dell’offerta turistica”, aggiunge Moressa.
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