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L'intervista

Paolo Crepet a Padova: “Il reato di pensare” tra libertà di opinione, social e passione per la vita

Lo psichiatra e sociologo riflette su autocensura, politicamente corretto e l’importanza dell’entusiasmo personale

Paolo Crepet a Padova: “Il reato di pensare” tra libertà di opinione, social e passione per la vita

Fonte: Facebook Paolo Crepet

Paolo Crepet, psichiatra, sociologo e opinionista, sarà a Padova il 20 febbraio al Teatro Geox con l’incontro-spettacolo Il reato di pensare, un approfondimento sul valore della libertà di pensiero nella società contemporanea.

Ospite a Buongiorno Veneto su Radio Veneto24, Crepet ha spiegato come l’attuale contesto culturale e digitale abbia generato una forma di censura autoindotta, in cui il timore di giudizi altrui condiziona le opinioni e i comportamenti. “Una volta c’era più rispetto tra le persone. Ora la notorietà sembra basata sulla capacità di provocare o di sparare a zero sugli altri, specialmente sui social”, ha sottolineato lo studioso.

Crepet ha affrontato anche la questione dei social media e della protezione dei minori, appoggiando misure come quelle adottate in Spagna, che vietano l’accesso ai social ai ragazzi sotto i 16 anni. Secondo lui, regole chiare e limiti sono necessari per educare al rispetto e alla responsabilità.

Il tema centrale dell’incontro sarà il rapporto tra pensiero, passione ed entusiasmo nella vita quotidiana. “La vera libertà non è fare ciò che si vuole, ma dedicarsi con passione a un progetto, alzarsi la mattina con uno scopo e vivere con entusiasmo”, ha spiegato Crepet, evidenziando come questi valori siano sempre più rari nella società attuale.

Il reato di pensare propone una riflessione critica sul ruolo della cultura, dell’arte, della socialità e del confronto intellettuale come strumenti di crescita personale e collettiva, invitando il pubblico a riscoprire l’importanza del dialogo, della curiosità e dell’umanità nelle proprie scelte.

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