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San Vito d’Altivole, al via il cantiere del Padiglione Brion: accoglienza e cultura per il Memoriale Scarpa

Il FAI trasforma una villetta ordinaria in centro servizi e didattico, valorizzando l’accesso al capolavoro di Carlo Scarpa

San Vito d’Altivole, al via il cantiere del Padiglione Brion: accoglienza e cultura per il Memoriale Scarpa

Foto di repertorio

È ufficialmente iniziato il cantiere per il “Padiglione Brion”, progetto del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS volto a realizzare un centro di accoglienza e servizi per i visitatori del Memoriale Brion a San Vito d’Altivole (TV). L’inaugurazione è prevista per novembre 2026.

Capolavoro dell’architettura del Novecento, ultima opera di Carlo Scarpa (Venezia 1906 – Sendai 1978), il Memoriale Brion fu commissionato nel 1969 da Onorina Tomasin Brion in memoria del marito Giuseppe, imprenditore e fondatore della Brionvega. Immerso tra i colli asolani, il cimitero monumentale è noto a livello internazionale per la sua architettura e per il giardino aperto al pubblico, un luogo di silenzio e riflessione che accoglie già migliaia di visitatori ogni anno.

Per far fronte alla crescente affluenza – dai 17 mila visitatori del 2022 ai 45 mila nel 2025 – il FAI ha acquistato una villetta lungo il tradizionale viale di cipressi che conduce al Memoriale. Lo studio AMDL CIRCLE di Michele De Lucchi, con la collaborazione della paesaggista Camilla Zanarotti e dello studio Contec Ingegneria, trasformerà l’edificio in un centro multifunzionale: biglietteria, negozio, ristoro, aule didattiche, uno spazio narrativo con video immersivi e un teatro all’aperto per eventi culturali, il tutto in armonia con il monumento di Scarpa.

“Facile sarebbe stato demolire la villetta per costruire ex novo – commenta Marco Magnifico, presidente FAI –. Ma abbiamo scelto di rigenerare uno spazio esistente, dimostrando come sia possibile elevare la qualità architettonica e paesaggistica senza consumare nuovo suolo.”

“Abbiamo voluto creare uno spazio di decompressione che conduca i visitatori dal traffico della provinciale al silenzio del Memoriale – aggiunge Michele De Lucchi –. La villetta è diventata un’architettura di passaggio, discreta ma raffinata, in dialogo rispettoso con il capolavoro di Scarpa.”

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