Cerca

Test Miles 33

Scopri tutti gli eventi

EVENTI

Conseguenze della pandemia

In Trentino quasi un lavoratore su cinque ha subito danni lavorativi a causa del Covid, tra pause, licenziamenti e chiusure di attività

Lo rivela uno studio dell’Istituto di statistica della Provincia di Trento: i settori più colpiti sono l’industria e il commercio, mentre scuola, sanità e agricoltura hanno registrato pochi stop

Foto di repertorio

Foto di repertorio

Il periodo di emergenza legato al Covid ha lasciato un segno evidente sul mondo del lavoro trentino: secondo uno studio dell’Istituto di statistica della Provincia di Trento, il 17,7% dei lavoratori dichiara di aver subito ripercussioni professionali durante la pandemia.

Nel dettaglio, il 9,4% ha dovuto affrontare pause forzate, l’1,7% non è stato richiamato al lavoro nel caso di occupazioni saltuarie, l’1,3% si è dimesso, lo 0,7% è stato licenziato, il 4% ha registrato perdite significative nelle attività autonome e un altro 0,7% ha chiuso la propria impresa.

Lo studio evidenzia inoltre che fra i dipendenti che hanno sperimentato pause, il settore industriale ha sofferto maggiormente, con il 20,6% di lavoratori fermati. Seguono commercio e servizi privati, intorno al 12%. Al contrario, settori come la pubblica amministrazione, scuola, sanità e agricoltura hanno visto interruzioni minime, generalmente inferiori al 4%.

L’analisi mette in luce come l’impatto della pandemia sul lavoro sia stato molto differenziato a seconda del tipo di attività, confermando le difficoltà soprattutto per chi opera in industrie e attività commerciali del Trentino, mentre i servizi essenziali hanno mostrato maggiore resilienza.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edizione