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Conseguenze della pandemia
05.03.2026 - 16:20
Foto di repertorio
Il periodo di emergenza legato al Covid ha lasciato un segno evidente sul mondo del lavoro trentino: secondo uno studio dell’Istituto di statistica della Provincia di Trento, il 17,7% dei lavoratori dichiara di aver subito ripercussioni professionali durante la pandemia.
Nel dettaglio, il 9,4% ha dovuto affrontare pause forzate, l’1,7% non è stato richiamato al lavoro nel caso di occupazioni saltuarie, l’1,3% si è dimesso, lo 0,7% è stato licenziato, il 4% ha registrato perdite significative nelle attività autonome e un altro 0,7% ha chiuso la propria impresa.
Lo studio evidenzia inoltre che fra i dipendenti che hanno sperimentato pause, il settore industriale ha sofferto maggiormente, con il 20,6% di lavoratori fermati. Seguono commercio e servizi privati, intorno al 12%. Al contrario, settori come la pubblica amministrazione, scuola, sanità e agricoltura hanno visto interruzioni minime, generalmente inferiori al 4%.
L’analisi mette in luce come l’impatto della pandemia sul lavoro sia stato molto differenziato a seconda del tipo di attività, confermando le difficoltà soprattutto per chi opera in industrie e attività commerciali del Trentino, mentre i servizi essenziali hanno mostrato maggiore resilienza.
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