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Occupazione, stipendi e imprese

Lavoro e imprese, nel Vicentino il divario di genere resta forte

Studio della Camera di Commercio: occupazione femminile al 61,3% contro il 77,3% degli uomini e stipendi più bassi

Lavoro e imprese, nel Vicentino il divario di genere resta forte

Foto di repertorio

Il divario di genere nel mondo del lavoro rimane significativo anche nel territorio vicentino. A evidenziarlo sono i dati elaborati dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Vicenza in occasione della Giornata Internazionale della Donna dell’8 marzo, che fotografano una realtà ancora segnata da profonde differenze tra uomini e donne, ma allo stesso tempo caratterizzata da segnali di crescita e cambiamento.

Il Vicentino presenta complessivamente un buon livello di occupazione, con un tasso medio del 69,4%. Tuttavia, dietro questo dato si nasconde una marcata differenza di genere: l’occupazione femminile si ferma infatti al 61,3%, mentre quella maschile raggiunge il 77,3%. Anche sul fronte della disoccupazione emergono squilibri, con un tasso del 3,6% tra le donne contro il 2,4% degli uomini. Il divario diventa particolarmente evidente nella fascia d’età tra i 25 e i 34 anni, dove la differenza occupazionale arriva al 19,1%.

Disparità importanti si registrano anche nelle retribuzioni. A fronte di un impegno lavorativo medio di circa 45 settimane all’anno, gli uomini percepiscono in media 33.031 euro, mentre le donne si fermano a 22.353 euro. Nel lavoro dipendente a tempo pieno la retribuzione giornaliera femminile risulta inferiore del 19,8%, con punte che arrivano al 26,6% tra gli impiegati. Ancora più ampio il divario tra i professionisti con partita IVA, dove la differenza nelle entrate medie annue supera i 22 mila euro a favore degli uomini.

Queste disuguaglianze si riflettono anche sul piano previdenziale: le pensioni di anzianità medie nel territorio premiano gli uomini con 25.318 euro annui, mentre per le donne la cifra scende a 20.992 euro.

Uno scarto evidente si registra anche nella guida delle imprese. Al 31 dicembre 2025 in provincia di Vicenza si contavano 15.737 imprese a conduzione femminile, pari al 20% del totale provinciale, una quota inferiore alla media nazionale del 22,3%. Nonostante ciò, il fenomeno rappresenta una componente importante dell’economia locale, con oltre 41 mila addetti.

Le imprese guidate da donne risultano mediamente meno strutturate sul piano giuridico, con una prevalenza di ditte individuali (58,9%) e una minore presenza di società di capitali rispetto alla media provinciale. Tuttavia, i ruoli apicali femminili sono in crescita: le donne titolari o amministratrici sono oggi 23.860, con un aumento del 8,2% negli ultimi dieci anni, un dato nettamente superiore alla crescita complessiva delle imprese vicentine, ferma allo 0,7%.

Secondo Ilaria Fabiola Tabone, questi numeri raccontano sì un divario ancora significativo, ma anche una trasformazione in atto. «Guardare alle quasi 16 mila imprese guidate da donne significa osservare una vera rivoluzione culturale – sottolinea. Tuttavia è necessario trasformare questa vitalità in un cambiamento strutturale, garantendo alle donne le stesse opportunità dei colleghi uomini».

Tra le criticità più evidenti c’è il momento di avvio della carriera. Il picco del divario occupazionale tra i 25 e i 34 anni, osserva Tabone, dimostra come il peso del lavoro di cura familiare continui a incidere sulle possibilità professionali di molte giovani donne.

Per sostenere la crescita dell’imprenditoria femminile, la Camera di Commercio ha avviato diverse iniziative, tra cui progetti di formazione, percorsi di educazione finanziaria e attività di networking. Tra queste anche la partecipazione al road show nazionale promosso da Unioncamere, denominato “Giro delle Donne che fanno impresa”, e l’organizzazione di un evento dedicato alle imprenditrici del territorio previsto a Vicenza il prossimo 7 maggio.

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