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ULSS 2 Marca Trevigiana, Bizzarri: “La casa e il territorio al centro della sanità del futuro”

Prevenzione, personale e innovazione: il piano triennale punta a un percorso paziente più umano e integrato

ULSS 2 Marca Trevigiana, Bizzarri: “La casa e il territorio al centro della sanità del futuro”

Fonte: Facebook Ulss 2

“Il futuro della sanità passa dalla comunità e dalla casa del paziente”: lo sottolinea Giancarlo Bizzarri, Direttore Generale dell’ULSS 2 Marca Trevigiana, illustrando le linee guida per il prossimo triennio durante un’intervista a Veneto24.

Secondo Bizzarri, la sfida principale riguarda il territorio. “È lì che dobbiamo introdurre concetti fondamentali come l’umanizzazione del percorso, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per migliorare le cure e l’appropriatezza clinica legata al percorso del paziente”, spiega.

Il piano prevede anche l’assunzione di circa 150 nuove figure professionali. “Il personale è il nostro patrimonio più importante. Stiamo valutando le necessità in base a diverse variabili e lavoreremo con la Regione per rispondere a queste priorità”, aggiunge Bizzarri, evidenziando come il triennio prossimo sarà caratterizzato da una gestione attenta delle risorse umane, considerando le esigenze di quattro generazioni di dipendenti.

Sul fronte delle strutture, il Direttore Generale conferma l’attenzione alla realizzazione e completamento di opere strategiche come l’ospedale di Conegliano, la Cittadella della Salute e il campus universitario. “Si tratta di elementi strutturali che ci consentono di erogare cure sicure e di qualità”, afferma.

Un ruolo centrale sarà riservato alla prevenzione, sia per gli anziani, con programmi di riduzione del rischio di cadute, sia per i pazienti cronici attraverso stili di vita sani. “Nelle case comunità sarà prevista anche la funzione di educazione alla prevenzione, lavorando su tutti gli aspetti della salute dei cittadini”, sottolinea.

Infine, Bizzarri descrive l’ULSS 2 Marca Trevigiana come “una bellissima realtà con grandi competenze, pronta a fare il salto nella riforma territoriale, che mette in sinergia ospedale e territorio, con la casa come primo luogo di cura e punto di arrivo del percorso del paziente”.

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