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Replica ufficiale
16.03.2026 - 17:06
Locandina delle proteste del CAU
Il corteo di sabato a Roma contro il governo e il referendum sulla separazione delle carriere ha acceso nuovamente i riflettori sulla tensione politica nazionale. Tra fumogeni e fiamme, manifestanti hanno bruciato immagini di Giorgia Meloni e del ministro della Giustizia Carlo Nordio, oltre a una bambola della premier su una barella del pronto soccorso.
Al centro della vicenda ci sono due attivisti del Collettivo Autorganizzato Universitario (CAU) di Padova, identificati dalla Procura di Roma. Una portavoce del gruppo ha commentato l’accaduto, fornendo una dichiarazione dettagliata che offre il punto di vista del collettivo.
“Confermo che sono due ragazzi del gruppo di Padova che ha manifestato a Roma, e sono indagati appunto per questo atto”, ha detto la portavoce. Ha però precisato subito: “Per ora c’è solo la notizia mezzo stampa delle identificazioni, ma non è arrivata nessuna denuncia, quindi non siamo sicuri che siano veramente persone di Padova. Quindi anche se volessi dirle chi sono le persone non lo posso fare perché, appunto, non sono arrivate ancora le denunce”.
Il Collettivo sostiene che la reazione delle autorità sia stata intenzionalmente plateale: “Pensiamo che questo atto sia un atto intimidatorio messo in piedi direttamente dal governo, in un momento in cui si può dire che gli piaccia usare gli strumenti repressivi”. La portavoce critica la costruzione mediatica dell’episodio: “Abbiamo visto, ad esempio, cosa è successo col decreto sicurezza. Anche qui si è deciso di montare un caso mediatico attorno a un’azione assolutamente simbolica, che è stata quella di bruciare un pezzo di carta”.
Riguardo al gesto, aggiunge: “Non sono qua per discutere l’intelligenza o meno dell’azione. Quello che posso dirle è che ci sembra spropositata la reazione che è arrivata da parte del governo. Seppure riusciamo a coglierne le ragioni politiche, che sono quelle di un governo che si trova piuttosto in difficoltà alla vigilia del referendum e ha deciso di montare il caso accusandoci di una violenza che io non vedo”.
Infine, la portavoce chiarisce il fine dell’iniziativa: “Noi, le uniche cose che auguriamo a Nordio e Meloni, come abbiamo già detto con i nostri comunicati sono, di perdere il referendum e andare a casa, come governo. Questo è stato il fine della nostra azione che, ripeto, è stata puramente simbolica”.
Mentre il CAU difende la propria azione, il dibattito politico resta acceso. Il ministro della Giustizia Nordio parla di “eccessi aggressivi, lungi dall’intimorirmi”, e la premier rilancia un video del costituzionalista Stefano Ceccanti invitando a guardare “solo al merito”. Fratelli d’Italia denuncia “odio rosso”, mentre Giuseppe Conte invita a combattere solo con “la forza delle idee”.
Con il referendum ormai a una settimana dal voto, il caso del CAU di Padova diventa simbolo della crescente tensione politica, che si riflette anche nel Veneto e nel Trentino, dove partiti e movimenti cercano di mobilitare i cittadini sul territorio in vista della consultazione.
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