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Allarme a Cologna Veneta: cloruro di vinile nella falda, “valori fuori scala”

Bigon (Pd): “Sostanza cancerogena, la Regione chiarisca subito origine e rischi”

Allarme a Cologna Veneta: cloruro di vinile nella falda, “valori fuori scala”

Foto di repertorio

Un dato che accende i riflettori, e anche le preoccupazioni. Nel sottosuolo di Cologna Veneta, nel cuore del centro storico, sono state rilevate concentrazioni elevate di cloruro di vinile nella falda acquifera. Un inquinante classificato come cancerogeno certo, che ora spinge la politica a chiedere risposte rapide.

A sollevare il caso è la consigliera regionale del Partito Democratico Anna Maria Bigon, firmataria di un'interrogazione alla Giunta insieme ai colleghi Chiara Luisetto, Monica Sambo e Giampaolo Trevisi. L'obiettivo: fare piena luce su un fenomeno che, numeri alla mano, non può essere ignorato.

Secondo quanto riportato, nel 2025 uno dei piezometri installati nei giardini del centro ha registrato picchi fino a 2.440 microgrammi per litro. Valori che si collocano ben oltre i limiti previsti dalla normativa e che, pur non coinvolgendo direttamente l'acquedotto, sollevano interrogativi sulla sicurezza ambientale dell'area.

«Non possiamo sottovalutare la portata di un simile inquinamento – sottolinea Bigon – soprattutto considerando la natura altamente pericolosa della sostanza». Il punto più critico resta però l'origine della contaminazione: ad oggi non è chiaro se si tratti di una legacy industriale o di una fonte ancora attiva.

Da qui la richiesta alla Regione di accelerare gli accertamenti tecnici, individuare la causa primaria e rafforzare il monitoraggio delle acque sotterranee. Sul tavolo anche la necessità di predisporre misure preventive a tutela dei residenti.

Un segnale della gravità della situazione arriva anche dall'attivazione di una procedura di allerta tecnica da parte di ARPAV. Un passaggio che, di fatto, certifica l'urgenza del caso.

«Servono trasparenza, interventi concreti e tempi rapidi», è la linea tracciata dalla consigliera dem. Perché, in gioco, c'è molto più di un dato ambientale: c'è la fiducia dei cittadini e la sicurezza di un intero territorio.

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