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Attualità
20.03.2026 - 11:28
Foto di repertorio
Il ritorno del lupo in Trentino è un tema che sta suscitando un acceso dibattito, in particolare in Valsugana, dove la sua presenza è tornata a farsi sentire con maggiore intensità. Mentre il grande predatore continua a far parlare di sé, tra preoccupazioni per la sicurezza e polemiche, si cerca di fare un passo avanti con un'iniziativa concreta che coinvolge allevatori, amministratori locali e cittadini.
Promossa dalla Rete di Riserve del fiume Brenta insieme all' associazione "Io non ho paura del lupo", questa iniziativa punta a superare le divisioni e a costruire un percorso di dialogo e collaborazione. L'obiettivo dichiarato è ridurre i conflitti e promuovere una convivenza sostenibile con il lupo, attraverso incontri e workshop con esperti del settore.
Timori e controversie
Negli ultimi anni, la presenza del lupo è diventata un argomento di discussione sempre più centrale nelle aree montane. Da una parte ci sono le preoccupazioni di chi vive e lavora in montagna, spaventato dalle predazioni sulle greggi; dall’altra, un pubblico che vede nel lupo il simbolo di una natura che torna a essere selvaggia.
Le strategie di gestione
Il progetto lanciato dalla Rete di Riserve del Brenta punta a spostare il confronto dalle polemiche alle soluzioni concrete. Sono previsti incontri formativi sulla biologia e sul comportamento del lupo, oltre a sessioni pratiche per prevenire i danni causati dalla fauna selvatica. Tra gli strumenti suggeriti ci sono recinzioni elettrificate e sistemi di dissuasione già adottati in altri contesti alpini. Inoltre, un tecnico specializzato in prevenzione dei danni in ambito zootecnico sarà attivo sul territorio durante l'estate per supportare direttamente gli allevatori.
Dialogo e coinvolgimento della comunità
Il fulcro di questa iniziativa è il dialogo, che diventa l'elemento chiave per cercare soluzioni condivise. Gli incontri, che vedranno la partecipazione di esperti, cittadini e allevatori, saranno l'occasione per confrontarsi sui problemi reali e per discutere delle possibili soluzioni. Il percorso mira a creare una rete di collaborazione tra chi vive quotidianamente con la montagna e chi ha la responsabilità di tutelarla.
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