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Cronaca

Arte e rinascita: a Rovigo la doppia anima di Valerio Zezur tra mostra e libro

Il 28 marzo al Circolo Arti Decorative l’inaugurazione del progetto che intreccia opere e autobiografia

Arte e rinascita: a Rovigo la doppia anima di Valerio Zezur tra mostra e libro

La locandina dell'evento

Non solo una mostra, ma un racconto a più livelli che unisce arte e vita. Sabato 28 marzo, alle ore 18, negli spazi del Circolo Culturale Arti Decorative di Piazza Annonaria, si inaugura il progetto espositivo di Valerio Zezur, artista di origini ucraine cresciuto in Italia, che affianca alle sue opere la presentazione del libro autobiografico Dentro l'incubo, oltre il buio.

L'iniziativa, visitabile fino al 7 aprile, si distingue per una formula che mette in dialogo linguaggi diversi: da una parte la produzione artistica, dall'altra la narrazione personale. Un intreccio che supera la semplice esposizione per diventare percorso di riflessione su identità, memoria e rinascita.

Zezur sviluppa una ricerca centrata sulla materia e sulle sue stratificazioni, in cui segni e superfici diventano espressione di un vissuto profondo. Le sue opere, lontane da qualsiasi intento decorativo, trasformano fragilità ed esperienza in immagini dense, sospese tra ferita e luce. Un linguaggio maturato nel suo atelier di Taglio di Po e oggi proposto al pubblico rodigino in una forma compiuta.

Elemento centrale dell'evento è il dialogo con il libro, che rappresenta il versante narrativo dello stesso percorso creativo. Non una semplice presentazione editoriale, ma un'estensione del lavoro artistico: le parole raccontano il viaggio interiore, mentre le opere ne restituiscono una traduzione visiva. Un rapporto stretto, in cui testo e immagine si completano senza sovrapporsi.

La scelta del Circolo Arti Decorative come sede rafforza il valore dell'appuntamento nel panorama culturale cittadino. Lo spazio, da tempo punto di riferimento per iniziative artistiche, accoglie un progetto capace di coinvolgere non solo gli appassionati d'arte, ma anche lettori e cittadini interessati a storie di trasformazione personale.

L'inaugurazione si preannuncia così come un momento di incontro diretto con l'artista, ma anche come un'occasione per interrogarsi sul ruolo dell'arte contemporanea: non solo estetica, ma strumento di condivisione e costruzione di senso. Un tentativo, in controtendenza rispetto alla fruizione veloce delle mostre, di lasciare un segno più profondo attraverso il dialogo tra esperienza e forma.

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