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Teatro e cultura

Al Goldoni arriva “Vicini di casa”, la commedia con Amanda Sandrelli e Gigio Alberti che mette a nudo tabù e contraddizioni della coppia

Dal testo dello spagnolo Cesc Gay, lo spettacolo in scena a Venezia dal 27 al 29 marzo racconta con ironia la vita di due coniugi e l’incontro con vicini disinibiti che sconvolgono equilibri e abitudini

Foto dello spettacolo

Foto dello spettacolo

Una commedia brillante e provocatoria che affronta con leggerezza un tema spesso evitato: la sessualità nella vita di coppia. Arriva al Teatro Goldoni “Vicini di casa”, adattamento del testo “Los vecinos de arriba” di Cesc Gay, in scena dal 27 al 29 marzo.

Sul palco Amanda Sandrelli e Gigio Alberti, affiancati da Alessandra Acciai e Alberto Giusta, sotto la regia di Antonio Zavatteri. La storia ruota attorno ad Anna e Giulio, marito e moglie da molti anni, intrappolati in una quotidianità ripetitiva e senza slanci. Una famiglia come tante: lavoro, una figlia, qualche interesse e diverse frustrazioni mai risolte.

Lui aveva sognato la musica, ma ha ripiegato sull’insegnamento e passa il tempo osservando le stelle dalla terrazza. Lei avrebbe voluto un secondo figlio, desiderio rimasto tale, e cerca risposte nei libri di crescita personale. Un equilibrio fragile, sospeso tra affetto e abitudine.

A rompere questa stabilità arrivano i vicini Laura e Toni, invitati per un aperitivo. Di loro Anna e Giulio sanno poco, se non che sono stati gentili durante i lavori in casa e che la loro vita intima è tutt’altro che discreta. Un dettaglio che divide i due: Giulio li giudica maleducati, mentre Anna ammette una certa invidia.

Tra un bicchiere di vino e una fetta di prosciutto, la conversazione prende una piega sempre più diretta. I nuovi arrivati si rivelano molto disinvolti, spingendo Anna e Giulio a mettere in discussione certezze e abitudini, fino a confessare pensieri e segreti mai condivisi prima.

La produzione, firmata CMC-Nidodiragno insieme a Cardellino srl e al Teatro Stabile di Verona, vede le scene curate da Roberto Crea, i costumi di Francesca Marsella e le luci di Aldo Mantovani, con assistenza alla regia di Matteo Alfonso.

Uno spettacolo che, con toni leggeri e situazioni quotidiane, invita il pubblico a riflettere su dinamiche intime e spesso taciute, portandole al centro della scena senza filtri né retorica.

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