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Referendum, Zan: «Vittoria della democrazia contro un governo arrogante»

Alta affluenza e prevalenza del “no”: per l’eurodeputato dem è anche un giudizio politico sull’operato dell’esecutivo. «Ora costruire un’alternativa dal basso»

Alessandro Zan, eurodeputato del Partito Democratico

Alessandro Zan, eurodeputato del Partito Democratico

«Una grande vittoria della democrazia». Così Alessandro Zan, eurodeputato del Partito Democratico, commenta ai microfoni di Veneto24 l’esito del referendum che ha visto prevalere nettamente il “no”, accompagnato da un’ampia partecipazione popolare.

Intervistato da Giuliana Lucca durante la trasmissione “Buongiorno Veneto”, Zan sottolinea come il risultato rappresenti una risposta diretta a quello che definisce «un governo prepotente e arrogante», criticando in particolare l’iter della riforma. «È uscita dal Consiglio dei ministri ed è arrivata in Parlamento senza che si potesse cambiare nemmeno una virgola. Quando si esautora il Parlamento, che rappresenta i cittadini, i cittadini stessi reagiscono», afferma.

Secondo l’esponente dem, l’alta affluenza dimostra un forte attaccamento alla Costituzione: «Le italiane e gli italiani, soprattutto i giovani, hanno detto chiaramente: non permettetevi di smantellare la nostra bellissima Costituzione, nata dopo l’abisso del fascismo».

Sulla questione delle “regioni del sì” — Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia — Zan invita a leggere il dato nella sua complessità. «Ci sono voti diversificati: nelle grandi città come Padova ha prevalso il no, altrove il sì. Fa parte della democrazia», spiega.

Tuttavia, per Zan il dato nazionale resta chiaro: «La stragrande maggioranza ha votato anche per esprimere un giudizio politico su un governo che non è stato all’altezza dei bisogni del Paese».

L’eurodeputato elenca poi una serie di criticità: pressione fiscale elevata, precarietà del lavoro, fuga dei giovani, difficoltà nel sistema sanitario. «Sempre più persone rinunciano a curarsi per le liste d’attesa troppo lunghe e stipendi troppo bassi», denuncia.

Critiche anche alle misure economiche adottate: «Si è fatto un provvedimento spot sulle accise a ridosso del referendum, mentre si potevano utilizzare le risorse dell’extragettito IVA delle compagnie energetiche per sostenere famiglie e imprese».

Guardando al futuro politico, Zan ritiene che il risultato referendario apra uno spazio per il centrosinistra. «La coalizione progressista oggi ha i numeri per battere questo centrodestra, che non è solo pericoloso ma anche incapace», afferma.

L’obiettivo, aggiunge, è costruire un percorso condiviso: «Dobbiamo ripartire dal basso, costruire un programma insieme ai cittadini e dare un’alternativa vera agli italiani».

Sul tema delle primarie, Zan si dice favorevole: «Saranno decise collettivamente, ma sono un bell’esempio di democrazia. Ascoltare i cittadini è fondamentale per capire i problemi reali e trovare soluzioni condivise».

Infine, l’affondo conclusivo: «L’Italia oggi è in una condizione peggiore rispetto a qualche anno fa: manca un piano industriale, manca una strategia di crescita, centinaia di aziende chiudono. Il governo pensa solo a mantenere il potere».

Da qui l’appello: «Le forze progressiste hanno ora l’occasione di costruire un’alternativa credibile e dare risposte concrete ai problemi del Paese».

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