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Riqualificazione urbana

Mestre chiede azioni concrete: Martella invita il Comune a intervenire sull’ex palazzo Telecom vicino all'M9

Il candidato sindaco Andrea Martella sottolinea che la rinascita del centro di Mestre non può affidarsi solo agli investimenti privati e chiede al Comune di coordinare progetti sociali e culturali per ridare vita agli edifici abbandonati

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Andrea Martella

"La rinascita di Mestre passa dai fatti, non dalle parole". Lo dice Andrea Martella, candidato sindaco di Venezia, commentando le vicende legate all'M9 e alla rigenerazione urbana del centro cittadino. "Non si può lasciare questa partita solo al capitale privato", afferma Martella, ricordando come l'M9 sia nato grazie alla Fondazione di Venezia, un ente privato con finalità pubbliche.

Secondo il candidato, però, i risultati ottenuti rischiano di essere strumentalizzati: "Prima Brugnaro e oggi Venturini hanno cercato di intestarsi i successi, senza una vera strategia sugli investimenti pubblici necessari alla città". Martella punta il dito su un simbolo del degrado: l’ex palazzo Telecom e le aree limitrofe, che da anni alimentano insicurezza e malessere sociale nel quartiere, a pochi passi dall'M9.

Negli ultimi giorni, spiega Martella, l’edificio è passato da un fondo a un altro investitore, e si ragiona ancora su interventi privati. "Ma dov’era il Comune in questi anni? Che cosa è stato fatto per contrastare il degrado e costruire soluzioni concrete?" si chiede.

La proposta di Martella è netta: il Comune deve guidare la rigenerazione, convocando un tavolo con proprietà, università, investitori, M9 e realtà sociali del territorio per decidere una destinazione pubblica e sociale dell’ex Telecom. Uno studentato per universitari e ricercatori sarebbe l’ipotesi ideale, ma altre soluzioni possono essere valutate. "Mestre ha bisogno di rigenerazione vera, non di annunci elettorali", conclude Martella.

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