Scopri tutti gli eventi
Caro energia
25.03.2026 - 11:42
Gianluca Dall'Aglio
Tornano a salire i costi dell’energia e tra le imprese del territorio si riaccende una preoccupazione che, anche in Veneto e nelle aree produttive tra Padova, Vicenza e il Veronese, non si è mai del tutto spenta. Il rischio è quello di rivivere, almeno in parte, lo scenario già visto nel 2022, quando bollette alle stelle misero in difficoltà artigiani e piccole aziende.
A lanciare l’allarme è Confartigianato Imprese Padova, che evidenzia come i nuovi aumenti – pur meno estremi rispetto al passato – arrivino in un contesto ancora fragile, dove non è stata costruita una difesa solida contro le oscillazioni dei prezzi internazionali.
“La sensazione è che non abbiamo imparato fino in fondo la lezione del 2022 – afferma il presidente Gianluca Dall’Aglio –. Oggi torniamo a parlare di rincari e di instabilità, segno che il problema non è stato risolto alla radice”.
I numeri del passato pesano ancora. Tra settembre 2021 e agosto 2022 le micro e piccole imprese padovane hanno dovuto sostenere oltre 443 milioni di euro di spese extra solo per l’energia elettrica. Un impatto che ha lasciato il segno anche nel tessuto produttivo del Nordest.
Oggi la situazione è diversa, ma resta delicata. Secondo le stime elaborate dal servizio Sos Energia dell’associazione, su base annua i costi della luce potrebbero crescere tra il 20% e oltre il 30%. Gli aumenti colpirebbero diversi settori: dai servizi alla persona, come parrucchieri, fino alle attività alimentari come i panifici, mentre comparti come la metalmeccanica e l’autoriparazione si troverebbero ad affrontare rincari tra il 20% e il 25%. Anche il gas non è escluso: gli incrementi previsti vanno dal 10% al 20%, con effetti pesanti per le attività che consumano più energia.
“Il punto non è solo quanto aumentano i prezzi, ma il fatto che succede di nuovo – prosegue Dall’Aglio –. Restiamo esposti a ciò che accade fuori dai nostri confini perché non abbiamo ancora rafforzato abbastanza le alternative”.
Per affrontare la situazione, negli anni sono stati messi in campo alcuni strumenti di supporto. Tra questi lo Sportello Sos Energia, che aiuta imprese e famiglie a orientarsi tra bollette e contratti, e il consorzio di acquisto energia, che permette alle aziende di unirsi per ottenere condizioni più vantaggiose.
Ma la strada indicata come più efficace resta quella dell’autonomia energetica. Già nel 2022 uno studio aveva mostrato come installare pannelli solari sui tetti dei capannoni potrebbe coprire gran parte del fabbisogno delle imprese locali, riducendo la dipendenza dai fornitori esterni.
In questa direzione si muovono anche le comunità energetiche, realtà in cui aziende e cittadini producono e condividono energia pulita. Un modello che si sta diffondendo anche nel territorio padovano e che potrebbe trovare spazio in altre aree produttive del Veneto e del vicino Trentino.
“Il fotovoltaico, le comunità energetiche e gli acquisti condivisi non sono più alternative, ma scelte strategiche – sottolinea Dall’Aglio –. Dobbiamo passare da interventi tampone a soluzioni stabili”.
Il timore, altrimenti, è che a pagare il prezzo delle nuove tensioni internazionali siano ancora una volta imprese e famiglie, in un territorio dove l’energia resta una voce decisiva per la tenuta dell’economia locale.
Edizione
I più letti
GIVE EMOTIONS SRL | C.F. e P.IVA 04385760287 REA PD-385156 | Reg. Tribunale di Padova n. 2516