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DEFR, Manildo attacca: “Documento privo di visione, il Veneto perde giovani e slancio”

Il capogruppo Pd denuncia calo produttivo, aumento della povertà e chiede un nuovo patto fiscale per rilanciare la regione

DEFR, Manildo attacca: “Documento privo di visione, il Veneto perde giovani e slancio”

Foto di repertorio

Un documento «senza visione e senza coraggio», incapace di affrontare le sfide reali del territorio. È un giudizio netto quello espresso da Giovanni Manildo, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, intervenuto in aula durante il dibattito sul Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR).

Secondo Manildo, il testo rappresenta l’architrave della programmazione regionale ma non riesce a delineare una prospettiva credibile. Dai dati, ha osservato, emerge un Veneto in difficoltà, ben lontano dall’immagine di regione “Felix”: la produzione risulta in calo dell’1,4% per due anni consecutivi e quasi 600 mila cittadini si trovano sulla soglia della povertà.

Il capogruppo dem ha posto l’accento anche sul tema demografico e sull’emigrazione giovanile, sottolineando che dal 2011 circa 56 mila giovani hanno lasciato la regione e che solo nel 2024 le partenze hanno superato quota 7.300. A suo avviso, i giovani rappresentano un indicatore evidente di un sistema che non funziona, costretti ad andarsene per la mancanza di politiche efficaci su casa, mobilità e primo impiego. Ha inoltre attribuito all’attuale amministrazione la responsabilità di un declino segnato da calo demografico e fuga di talenti, descrivendo la situazione come un vero e proprio esodo.

Manildo ha poi contestato la narrazione di un “Veneto Tax Free”, definendola fuorviante: secondo la sua analisi, i cittadini sostengono comunque costi rilevanti, tra infrastrutture e spese sanitarie private. Da qui la proposta di un nuovo patto fiscale, basato su maggiore trasparenza e flessibilità, con l’obiettivo di finanziare sviluppo e uguaglianza senza gravare ulteriormente sui contribuenti, ma rafforzando i servizi essenziali.

Entrando nel merito delle proposte, ha illustrato le priorità contenute nei circa 600 emendamenti presentati dall’intergruppo. Tra queste, il tema dell’abitare, con la richiesta di una riqualificazione urgente dell’edilizia residenziale pubblica e l’avvio di un piano di social housing destinato anche ai lavoratori del sociale, giudicando insufficienti le risorse attualmente stanziate. Sul trasporto pubblico, ha indicato la necessità di guardare a modelli come quello dell’Emilia-Romagna, proponendo la gratuità per studenti e lavoratori come leva di attrattività.

Critiche anche sul fronte sanitario, che rappresenta la principale voce di bilancio: Manildo ha lamentato la mancanza di una strategia chiara sulla medicina di prossimità e sul ruolo del privato, che – a suo dire – non dovrebbe limitarsi alle prestazioni più redditizie.

Infine, ha ribadito che l’opposizione non intende adottare un atteggiamento ostruzionistico, ma contribuire al confronto per migliorare le politiche regionali. Richiamando le parole del presidente Stefani su un Veneto attento alle persone, ha espresso l’auspicio che tali dichiarazioni si traducano in azioni concrete, invitando a superare le contrapposizioni e a tornare a una politica orientata alla lungimiranza.

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