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Protesta studentesca

Borse di studio universitarie, ancora 350 studenti senza copertura: la protesta di Udu Padova contro la Regione Veneto

Nonostante la pubblicazione delle graduatorie aggiuntive all’Università di Padova, centinaia di studenti magistrali e soprattutto extra UE restano in attesa dei fondi promessi dalla Regione

Una protesta di Udu Padova

Una protesta di Udu Padova

Sono state pubblicate ieri, 25 marzo, le graduatorie aggiuntive delle borse di studio dell’Università di Padova, dedicate agli studenti iscritti ai corsi magistrali e in particolare ai quasi 2.000 idonei rimasti esclusi dalla prima assegnazione.

Nonostante questo aggiornamento, per 350 studenti, tutti provenienti da Paesi extra UE, la situazione resta ancora incerta. I rappresentanti dell’Unione degli Universitari (Udu) continuano a sollevare la loro voce contro la Regione Veneto. Matteo Greggio Miola, membro del CdA dell’Esu per Udu, sottolinea come da novembre gli studenti abbiano portato avanti assemblee e presidi per sostenere chi era rimasto escluso, senza però ricevere risposte concrete dall’ente regionale.

“È assurdo – dichiara Greggio Miola – che ancora oggi la Regione non abbia trovato una soluzione per coprire tutte le borse. I 350 studenti extra UE dovranno attendere l’eventuale stanziamento di fondi da parte del Presidente Stefani, promesso da mesi ma ancora non concretizzato.”

La tensione è cresciuta già lo scorso 24 febbraio, quando Udu ha organizzato una protesta sotto Palazzo Ferro Fini a Venezia, sede del Consiglio Regionale, e una delegazione è stata ascoltata dai capigruppo. “Abbiamo spiegato chiaramente quali sono le necessità degli studenti e quanti fondi servirebbero per garantire il diritto allo studio – continua Miola – ma la Regione continua a illudere gli studenti promettendo coperture immediate che non arrivano, mentre le università devono anticipare milioni di euro per far fronte alle carenze regionali.”

Il problema riguarda anche i 1.812 studenti idonei ma non beneficiari dell’anno accademico 2023/24. “È imbarazzante – conclude Miola – che continuino a essere penalizzati e ignorati. Abbiamo presentato la loro situazione al Consiglio Regionale e chiediamo un intervento mirato: noi non molleremo.”

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