Scopri tutti gli eventi
Attualità
26.03.2026 - 12:12
Foto dell'evento
Tre giorni di confronto per affrontare una crisi complessa e tracciare nuove prospettive di sviluppo. Si è concluso a Venezia il secondo seminario nazionale dei Galpa, dedicato al tema della cooperazione come leva strategica per il futuro della pesca e dell’acquacoltura.
L’iniziativa, intitolata “Galpa in rete: la cooperazione per lo sviluppo locale nei territori della pesca e dell’acquacoltura”, ha riunito i 28 partenariati attivi lungo tutte le coste italiane. Obiettivo: trasformare in azioni concrete sui territori le strategie del programma Feampa 2021-2027, che mette a disposizione oltre 107 milioni di euro per sostenere imprese e comunità locali.
Un settore sotto pressione, stretto tra cambiamenti climatici, aumento dei costi energetici, evoluzione dei mercati e diffusione di specie invasive. Sfide che, secondo gli operatori, possono essere affrontate solo facendo sistema.
A sottolinearlo è stato il presidente del Flag Veneziano, Antonio Gottardo: «La pesca è tradizionalmente un settore individualista, ma oggi restare isolati significa rischiare di essere l’anello più debole della filiera. Serve creare massa critica e orientare insieme le politiche».
Sulla stessa linea l’assessore regionale Dario Bond, che ha richiamato le difficoltà concrete del comparto, citando il caso del porto di Pila, dove è stato necessario un intervento urgente per garantire l’accesso alle imbarcazioni. «È solo un esempio – ha spiegato – di una crisi più ampia che possiamo affrontare solo facendo squadra».
Il seminario, promosso dalla Rete nazionale CLLD dei Galpa con il supporto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e della Regione del Veneto, ha rappresentato anche un momento di bilancio sull’attuazione dei Piani di azione locale. Secondo Francesco Terenzi, l’avanzamento è positivo, con la quasi totalità delle risorse già impegnate, ma resta centrale la necessità di migliorare il monitoraggio qualitativo dei progetti.
Tra i temi emersi, anche il peso crescente dei costi per le imprese. «I pescatori sostengono spese enormi – ha evidenziato Graziella Romito –. Serve intervenire sia nell’immediato, come fatto con la riduzione della tassazione sul carburante, sia nel lungo periodo, ripensando il settore e favorendo una flotta a minor impatto energetico».
Non solo criticità, però. Il seminario ha acceso i riflettori anche sulle opportunità della cosiddetta “economia blu”: dalla ittiturismo alla filiera corta, fino all’integrazione con altri settori produttivi.
E proprio da Venezia è partita una nuova chiamata alle istituzioni per sostenere la candidatura della piccola pesca tradizionale a patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, un progetto che coinvolge diverse regioni italiane e punta a valorizzare saperi e pratiche storiche del settore.
A chiudere i lavori, le visite sul territorio tra laguna nord, Cavallino-Treporti e Burano, per toccare con mano esempi concreti di progetti sostenuti dai fondi europei.
Edizione
GIVE EMOTIONS SRL | C.F. e P.IVA 04385760287 REA PD-385156 | Reg. Tribunale di Padova n. 2516