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Pordenone Docs Fest 2026: la città diventa capitale del documentario

Anteprime internazionali, diritti civili e grandi storie per una due giorni di cinema, musica e riflessione sul presente

Pordenone Docs Fest 2026: la città diventa capitale del documentario

Foto di repertorio

Il Pordenone Docs Fest 2026 entra nella sua fase più intensa, trasformando la città friulana in un punto di riferimento internazionale per il cinema del reale. Venerdì 27 e sabato 28 marzo, il festival propone un calendario fitto di proiezioni, incontri con i registi, eventi speciali e concerti, offrendo al pubblico uno sguardo profondo e articolato sulle trasformazioni del mondo contemporaneo.

Con nove anteprime nazionali e la presenza degli autori, il cuore del festival batte tra storie che raccontano conflitti, migrazioni e memoria. Tra i titoli più attesi, Far from Maine di Roy Cohen affronta il conflitto israelo-palestinese attraverso il racconto di un’amicizia spezzata, mentre The Beauty of the Donkey di Dea Gjinovci accompagna lo spettatore nel ritorno in Kosovo dopo decenni di esilio. Edge of the Night di Vladimir Loginov offre un ritratto poetico della vita notturna di Tallinn, mentre dai Balcani arriva Peacemaker di Ivan Ramljak, dedicato a Josip Reihl Kir, simbolo di dialogo in tempi di conflitto.

Uno dei filoni più rilevanti resta quello dei diritti delle donne. Documentari come 32 Meters esplorano la lotta di donne nella Turchia rurale per affermare il proprio spazio in una società patriarcale, Girls Don’t Cry racconta le sfide dell’adolescenza contemporanea attraverso sei storie intrecciate dal desiderio di libertà, mentre Wise Women segue il lavoro di ostetriche in varie parti del mondo, restituendo un racconto potente sul diritto a una nascita sicura e consapevole.

Non mancano opere di riflessione globale, come Melt di Nikolaus Geyrhalter, che documenta la scomparsa dei ghiacci e richiama l’attenzione sui cambiamenti climatici, e Confessions of a Mole, che intreccia animazione e documentario per esplorare temi familiari e sociali nella Cina contemporanea.

Il festival propone anche retrospettive storiche: dalla guerra civile spagnola con La vecchia memoria all’assedio di Sarajevo, intrecciando cinema e testimonianza. In parallelo, eventi speciali e contaminazioni artistiche arricchiscono il programma, come la proiezione di Moana with Sound di Robert Flaherty e i concerti dell’artista Arbëreshë e della Kosovo Wedding Band, sonorità balcaniche in prima assoluta per l’Italia.

Il Pordenone Docs Fest guarda anche al digitale e ai giovani, con GameZero, dedicato ai videogiochi, e laboratori creativi, mentre la sezione Italian Doc Future valorizza i talenti emergenti con opere che affrontano temi attuali come i diritti civili e la crisi industriale.

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