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30.03.2026 - 17:14
Foto di repertorio
A Trento è stata evitata l’applicazione di un contratto non riconosciuto dai sindacati principali per le addette alle pulizie delle sedi della questura di Trento e Rovereto. La decisione arriva a pochi minuti dalla conclusione del presidio di protesta delle lavoratrici, che hanno manifestato contro il rischio di peggioramento delle proprie condizioni contrattuali.
Le lavoratrici interessate, dieci in totale, continueranno a essere inquadrate secondo il contratto multiservizi. Lo hanno confermato Carla Tatti e Francesca Vespa, rispettivamente di Cgil Filcams e Cisl Fisascat, spiegando come la mobilitazione e il dialogo con l’azienda, la questura e il commissariato del governo abbiano permesso di scongiurare il passaggio al cosiddetto contratto Anpit Cisal, definito “pirata” perché non sottoscritto dalle organizzazioni sindacali più rappresentative.
Se il cambio appalto previsto per domani fosse stato confermato senza modifiche, le lavoratrici avrebbero subito un taglio vicino a un euro l’ora, una riduzione significativa considerando che le retribuzioni orarie attuali superano di poco gli otto euro e i contratti sono spesso part time. In più, avrebbero perso benefici come la quattordicesima mensilità, parte dei permessi retribuiti e un trattamento malattia meno favorevole.
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