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La Provincia di Trento finanzia controlli sanitari su bovini veneti: è polemica

Critiche e interrogazioni sul ruolo dell’amministrazione e la gestione delle spese

La Provincia di Trento finanzia controlli sanitari su bovini veneti: è polemica

Foto di repertorio

È esploso un caso politico sulla decisione della Provincia di Trento di coprire con fondi pubblici i controlli sanitari su circa 2.500 bovini provenienti da aziende venete. L’intervento riguarda gli esami per il virus Bhv-1 su animali destinati all’alpeggio 2026 nelle zone di confine tra Trentino, Lessinia e monte Baldo, ma registrati con codici della provincia di Verona.

La consigliera provinciale del Pd, Francesca Parolari, ha presentato un’interrogazione sollevando dubbi sulla legittimità della scelta e sull’appropriato impiego delle risorse pubbliche. Il costo complessivo, stimato in 22mila euro, sarà a carico del Servizio sanitario trentino, che ha affidato le analisi all’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie.

Parolari mette in discussione la decisione di finanziare controlli su animali extra-provinciali e chiede chiarimenti sulle basi giuridiche di questa spesa, sulla mancata richiesta di contributi alla Regione Veneto e sulle alternative possibili, come l’introduzione di requisiti sanitari obbligatori per l’accesso all’alpeggio. Infine, si domanda se questa modalità sia un’eccezione limitata al 2026 o se diventerà una prassi consolidata nelle aree di confine.

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