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Cooperazione trentina, Maffei si sfila dalla corsa: “Assenze ingiustificabili, serviva confronto”

Saltata la candidatura alla presidenza dopo il mancato sostegno del Consiglio

Trentino, Maffei si fa da parte: cresce l'ipotesi di una nuova candidatura di Simoni

Roberto Simoni

Colpo di scena nella corsa alla guida della Federazione trentina della Cooperazione: Maurizio Maffei ha deciso di ritirare la propria candidatura, esprimendo forte delusione per il clima emerso nelle ultime settimane. La scelta, resa pubblica attraverso una lunga riflessione affidata ai social, arriva dopo quello che lui stesso definisce uno scarso sostegno e un’assenza di confronto all’interno del Consiglio di amministrazione.

La disponibilità di Maffei era nata circa un mese fa, su impulso del presidente uscente Roberto Simoni, con l’obiettivo di contribuire alla stabilità e allo sviluppo dell’ente. Tra le priorità indicate: un maggiore coinvolgimento dei territori, il rafforzamento del ruolo dei vicepresidenti, il dialogo con le istituzioni e la tutela delle cooperative associate.

Tuttavia, il percorso si è interrotto bruscamente. Decisiva, in negativo, la seduta del Consiglio andata deserta, episodio che ha segnato un punto di rottura. “Avrei preferito un confronto aperto e costruttivo su idee e progetti”, ha sottolineato Maffei, evidenziando come la mancanza di partecipazione e di sostegno compatto abbia reso impossibile proseguire.

Nel suo intervento, l’ormai ex candidato non ha nascosto la critica verso chi ha scelto di non presentarsi alla riunione, definendo tale comportamento poco responsabile e dannoso per il buon funzionamento dell’ente. Secondo Maffei, dietro queste dinamiche si celerebbero personalismi e interessi di parte che rischiano di indebolire l’intero sistema cooperativo.

Da qui la decisione di fare un passo indietro: una scelta motivata anche dalla volontà di tutelare l’immagine della Cassa Rurale Vallagarina, che presiede. “La Federazione ha bisogno di una guida sostenuta da fiducia reale, non da silenzi o assenze”, ha concluso.

Ora lo scenario resta aperto. Entro il 20 aprile sono attese nuove candidature in vista dell’assemblea del 12 giugno, appuntamento decisivo per il futuro della Cooperazione trentina.

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