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Attualità
07.04.2026 - 12:06
Immagine di repertorio
Ottantadue anni dopo, il ricordo resta vivido e carico di significato. In occasione dell’anniversario del Bombardamento di Treviso del 1944, il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ha voluto rendere omaggio alle vittime e rilanciare un messaggio che guarda al presente.
Era il 7 aprile 1944, Venerdì Santo, quando la città veneta fu colpita da un devastante attacco aereo che in pochi minuti causò almeno 1600 morti e distrusse gran parte del centro storico, trasformando Treviso in uno dei simboli delle distruzioni della Seconda guerra mondiale nel territorio regionale.
«Le immagini di quella città devastata parlano ancora oggi», ha dichiarato Stefani, sottolineando come il ricordo di quella tragedia rappresenti «un potente monito di pace» in un contesto internazionale segnato da conflitti diffusi. Un invito, ha aggiunto, «a non rinunciare a una ricerca ostinata della pace».
Il presidente ha poi richiamato l’attualità di quel dramma, evidenziando come la guerra sia tornata a colpire anche l’Europa e continui a segnare profondamente altre aree del mondo, dal Medio Oriente ad altri scenari internazionali. In questo quadro, la memoria storica assume un valore ancora più forte.
Ma accanto al dolore, anche il ricordo della rinascita. Dalle macerie fumanti del 1944, il Veneto seppe reagire rapidamente, facendo leva sulla solidarietà e sulla volontà collettiva di ricostruire. «Un grande messaggio che viene dalla nostra storia – ha evidenziato Stefani – e che oggi più che mai richiama il bisogno universale di pace».
Il pensiero finale è andato alle vittime innocenti di quella giornata e ai testimoni ancora in vita, custodi di una memoria che resta essenziale. «Ricordare – ha concluso – ha senso solo se accompagnato dal desiderio che la violenza cessi ovunque».
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